Finmeccanica ora gioca la carta russa

Andrea Nativi

da Mosca

Finmeccanica punta a conquistare un ruolo sempre più significativo in Russia, attraverso una serie di accordi di cooperazione e di investimenti. Nel corso del salone internazionale Maks, che si conclude domenica nei pressi di Mosca, Finmeccanica ha definito l’ingresso nel programma di sviluppo di un nuovo velivolo civile, il jet regionale Sukhoi Rrj e ha siglato un accordo di cooperazione con il gruppo Irkut e la sua controllata Yakovlev.
Le discussioni con Sukhoi sono in corso da mesi e prevedono che Alenia Aeronautica acquisti «almeno» il 25% del capitale della Scac (Sukhoi Civil Aircraft Company), il braccio civile di Sukhoi, ed effettui investimenti diretti nel programma Rrj, volto a sviluppare una famiglia di jet con capacità compresa tra i 60 e i 110 posti. Lo sviluppo del velivolo costerà intorno ai 700 milioni di dollari e l’investimento di Alenia potrebbe raggiungere i 180 milioni. Una decisione finale sarà presa a fine settembre, terminata la due diligence del programma, ha detto Giorgio Zappa, direttore generale di Finmeccanica. Nel Rrj Alenia sarà coinvolta in particolare nel settore dei materiali compositi e si occuperà della certificazione occidentale dell’aereo, della sua commercializzazione e del supporto post vendita. Parallelamente è in corso lo sviluppo del propulsore destinato all’aereo, il SaM146, con un costo previsto in 650 milioni di dollari. La francese Snecma e la russa Saturn sono associate in questa iniziativa, ma l’italiana Avio (partecipata al 30% da Finmeccanica) ha una quota del 9%.
L’Rrj di Sukhoi dovrebbe volare per la prima volta nella primavera del 2007, con certificazione e consegne nel 2008, ma difficilmente questa tabella di marcia sarà rispettata. Sukhoi prevede di vendere 800 Rrj entro il 2020, stimando il mercato complessivo in 5mila aerei. I concorrenti da battere sono Bombardier e Embraer, rispetto al quale l’aereo russo costerà almeno il 20% in meno. Per ora Sukhoi ha ottenuto prenotazioni con deposito per 60 aerei e discute con Aeroflot una commessa per 10 aerei, con altri 15 in opzione. Non ci sono però ordini fermi. Il gruppo ha comunque ricevuto finanziamenti bancari per 200 milioni di dollari, ne sta discutendo uno da 100 milioni e otterrà altri 300 milioni dal governo. Per il gigante aeronautico russo, che muove i primi passi nel civile, questo è un programma vitale. Per Finmeccanica significherebbe coronare il sogno di entrare con un ruolo rilevante in un programma per un aereo da 100 posti. E il tutto a costi e con rischi limitati.
Finmeccanica, ancora con Alenia Aeronautica, e con Aermacchi, ha anche annunciato un accordo di cooperazione con il gruppo Irkut (di cui Eads si appresta ad acquistare una quota del 10%) articolato in tre settori: innanzitutto la costituzione di una società, con sede a Mosca e controllo italiano (51%) per offrire servizi di engineering nel settore civile sfruttando le potenzialità ad alta qualità e basso costo offerte dall’industria aerospaziale russa. Il secondo accordo riguarda una ripartizione del mercato dei velivoli militari da addestramento avanzato: Aermacchi e Yakovlev hanno sviluppato due aerei simili, l’M-346 e lo Yak-130 che rischiano di combattersi in diversi mercati. Il nuovo patto scongiura questo rischio e consente ad Aermacchi di cooperare con Yakovlev nello sviluppo di versioni da combattimento dello Yak-130 rese più appetibili per i clienti grazie a tecnologie occidentali.
Infine Alenia, Aermacchi e Yakovlev coopereranno per sviluppare tecnologie destinate ad aerei senza pilota da sorveglianza e combattimento. Lo Yak-130 sarà utilizzato come piattaforma sperimentale e le prove saranno condotte sui poligoni russi. Visto che si tratta di tecnologie delicate saranno i rispettivi ministeri della Difesa a stabilire i limiti di questa collaborazione.