Finmeccanica porta in Borsa il 60% di Ansaldo Energia

Il gruppo accelera sulla quotazione della controllata e cerca fino a 1,4 miliardi per rilevare l’americana Drs

da Roma

Finmeccanica accelera l’operazione di sbarco in Borsa di Ansaldo Energia. Il consiglio di amministrazione ha dato il via al dossier lo scorso 12 maggio. E il collocamento riguarderà una quota del 60-70%, a somiglianza a quanto già fatto con Ansaldo Sts.
Sono, invece, in pieno svolgimento le discussioni con il ministero dell’Economia e con gli azionisti di minoranza per definire le modalità e l’entità della ricapitalizzazione di Finmeccanica. Un aumento di capitale la cui entità sarà compresa in una forchetta tra 800 milioni di euro e un massimo di 1,4 miliardi, con la probabilità che si fermi intorno a 1,2 miliardi. Rimane inoltre da decidere se e quando procedere all’eventuale cessione della residua partecipazione in Stm, che vale 230-240 milioni di euro. Con questa combinazione Finmeccanica si prepara a finanziare l’acquisizione della società statunitense Drs Technologies, al prezzo di 3,4 miliardi. Nel frattempo il gruppo ha lanciato un «prestito ponte» sindacato da 3,2 miliardi: 35 le banche coinvolte.
Pier Francesco Guarguaglini è fiducioso sul significato strategico e le opportunità di mercato che l’acquisizione di Drs schiude al gruppo italiano. E non si aspetta particolari richieste relative a cessioni di alcune delle attività militari più «delicate» di Drs da parte dell’Antitrust e delle autorità governative statunitensi che devono approvare l’acquisizione, che sarà perfezionata entro fine anno.
Guarguaglini è stato riconfermato ieri presidente e amministratore delegato di Finmeccanica per un ulteriore triennio dal nuovo consiglio di amministrazione. Un consiglio formato da 11 membri, ai quali verosimilmente si aggiungerà a breve un altro amministratore su designazione del ministero dello Sviluppo economico. Il board è stato eletto dall’assemblea dei soci confermando le liste proposte dal Tesoro e da Mediobanca.
A margine dell’assemblea, Alessandro Pansa, cfo e condirettore di Finmeccanica ha poi aggiunto che anche dopo il closing di Drs il rapporto debito/capitale non supererà il 40-45%, per non compromettere la flessibilità finanziaria (e il merito del debito) che ha rappresentato uno dei vantaggi di Finmeccanica.
Nessuna operazione a breve termine, invece, su AnsaldoBreda, che non è al momento «appetibile» per un collocamento in Borsa, visto che forse solo quest’anno arriverà al pareggio operativo, dopo anni di perdite. E non è detto poi che per questa società si scelga la via del collocamento in Borsa.
Giorgio Zappa, direttore generale, ha confermato che sono in fase ormai finale le trattative con Airbus circa un coinvolgimento di Alenia Aeronautica nello sviluppo del nuovo aereo A350 Xwb. Dopo che la statunitense Spirit si è aggiudicata la sezione centrale di fusoliera, Alenia punta ora a realizzare alcune componenti «pregiate» in materiale composito. La partita non è ancora chiusa, anche perché ci sono in gara concorrenti dell’area dollaro (Usa e Canada) avvantaggiati dal cambio. Senza contare che Airbus è tentata di premiare chi acquisterà alcuni degli stabilimenti che ha posto in vendita assicurando dei contratti. Quanto alle future mosse di Finmeccanica nel settore dell’elettronica della difesa, a proposito della possibilità di riprendere i colloqui con la francese Thales, Guarguaglini ha detto che al momento non c’è niente in corso. E che in ogni caso se prima di Drs Finmeccanica aveva chiarito di essere interessata solo a un accordo su basi paritetiche «dopo l’acquisizione da parte nostra di Drs le condizioni sono decisamente cambiate».
In pratica, il capitolo francese è, almeno per il momento chiuso.