Finmeccanica in rosso crolla in Borsa: -20%

Nei 9 mesi perdite per 324 milioni. L’ad Orsi annuncia per fine anno un passivo ancor peggiore: niente cedola. In arrivo cessioni per un miliardo

Il 2011 è l'annus horribilis di Finmeccanica, che ha annunciato risultati per il terzo trimestre dell'anno e in prospettiva per l'intero 2011 peggiori di ogni aspettativa. Niente dividendo, conti in rosso, un piano di ristrutturazione durissimo, cessioni di attività per almeno un miliardo di euro, ridimensionamento del perimetro industriale.

L'amministratore delegato Giuseppe Orsi ha deciso di togliersi il dente, dopo aver dato un primo segnale con i conti del primo semestre. Evidentemente la situazione che ha trovato a Piazza Montegrappa è così grave da richiedere una cura drastica. Ma la borsa per la seconda volta non ha gradito, facendo precipitare le quotazioni del titolo di oltre il 20%, dopo diverse sospensioni, mentre le banche hanno immediatamente proceduto ad abbassare i prezzi obbiettivo: Merryl Linch, BOA e poi tutte le altre.
Oggi Finmeccanica vale poco più di 2 miliardi di euro e se non fosse più che blindata (il 32,4% è in mano al Tesoro) diventerebbe certamente appetibile. Perché è sostanzialmente sana, visto che i problemi riguardano forse il 25% delle sue attività, il settore ferroviario, con Ansaldo Breda e quello aeronautico, con Alenia Aeronautica in particolare. Su oltre un miliardo di euro accantonamenti e perdite scaricate nella trimestrale, Alenia Aeronautica pesa per quasi l'80%, con 753 milioni sul solo programma B787.

Nei primi 9 mesi Finmeccanica registra ordini per 10,6 miliardi euro (-21%), mantiene stabile il portafoglio ordini, vede flettere i ricavi del 5% a 12,2 miliardi, sconta una perdita di 324 milioni di euro contro un profitto di 321 milioni nei 9 mesi del 2010, mentre il risultato operativo adjusted è negativo di 767 milioni, il margine operativo è negativo di 1,5% e l'assorbimento di cassa è negativo per quasi 1,6 miliardi. Non bastano a compensare la debacle la riduzione dell'indebitamento netto del 5% a 4,6 miliardi di euro e gli investimenti in ricerca e sviluppo che restano pari al 10% dei ricavi, ma scendono in valore assoluto.

L'operazione di «pulizia» è pesante, ma, ha spiegato Orsi, in larga misura si è tratta di misure una tantum.
Una ristrutturazione che per l'ad consentirà ad una nuova Finmeccanica di risollevarsi e possibilmente di rivedere il pareggio già alla fine del 2012. Sempre che gli interventi annunciati siano realizzati e in fretta. Il primo obiettivo è ridurre l'indebitamento, per arrivare alla fine del 2012 a più 2,5 miliardi di euro. Per questo sono previste cessioni per un miliardo.
Diverse le attività «cedibili»: nel civile Ansaldo Breda, da sola o con la quota residua di Ansaldo STS, poi il 55% di Ansaldo Energia, ancora, attività a basso valore aggiunto della controllata statunitense DRS Technologies per 600 milioni di dollari, e alcune aree elettroniche europea, la quota del 15% in Avio, forse la stessa quota del 25% nel colosso missilistico europeo MBDA.

La seconda operazione è volta a ridurre i costi di funzionamento e nel rendere efficienti società che hanno margini minimi o negativi da anni. Orsi ha anche annunciato la fusione di tre delle quattro società elettroniche: SELEX Elsag, SELEX Sistemi Integrati e SELEX Galileo diventeranno una sola entità. Era ora. Difficilmente si arriverà chiuderà entro il 2012, ma a marzo si sapranno i dettagli e chi guiderà il gruppo.
Infine occorrerà conquistare commesse all'estero come e più di prima, ma d'ora in poi i contratti si firmano solo se portano utili, non perdite. Come è avvenuto in passato troppe volte.