Finmeccanica, tempi stretti per nuove intese con Eads

Il ceo francese Gallois: «Incontri a settembre per parlare di partnership». Alenia produrrà il C-27J nella Florida di Jeb Bush

Andrea Nativi

da Farnborough

Per Finmeccanica il salone aerospaziale londinese è arrivato in un momento importante: sul fronte delle alleanze e del posizionamento strategico ci sono diverse partite calde in corso, su quello industriale gare cruciali sono in pieno svolgimento. Nell’arco di 72 ore il top management sta conducendo un valzer di incontri e discussioni con gli omologhi di Boeing,
Lockeed Martin, Eads, e tutti gli altri grandi protagonisti del settore, nonché con le delegazioni ufficiali dei Paesi che acquistano i prodotti italiani. Ma le decisioni non arriveranno prima della fine dell’estate. «Abbiamo molte cose da fare con Finmeccanica. Abbiamo deciso di vederci a settembre per parlare delle nostre partnership e per vedere quali progressi si possono fare», ha detto il nuovo co-amministratore delegato di Eads, Louis Gallois. Il che è un bene per il gruppo italiano, che per avere successo ha bisogno di un totale impegno politico e del sistema Paese. C’è il nodo della politica di supporto all’export dei prodotti della Difesa. Se c’è solo un’esitazione o una mancanza di attenzione i rivali sono pronti a chiuderci ogni opportunità.
In questi giorni dietro le quinte si commentano con toni preoccupati le entrate pesantissime effettuate dai vertici dell’amministrazione statunitense nei confronti della Turchia e di un Paese asiatico per difendere i propri prodotti proprio in gara dove il made in Italy è favorito. In campo militare questo gioco è (quasi) normale, tutti contro tutti. Però bisogna rispondere a tono, e senza perdere tempo. E se il nuovo governo è lento o non è convinto nella sua azione si possono compromettere campagne commerciali in corso da anni e ad alto costo. Altro problema riguarda il continuo declino delle commesse nazionali per la Difesa e sicurezza: se la tendenza diventa stabile Finmeccanica avrà problemi più seri di un peggioramento delle valutazioni sulle prospettive di Borsa del titolo nel breve periodo. In gioco c’è la possibilità di reggere la competizione internazionale e di mantenere in Italia non solo posti di lavoro, ma anche il know out di uno dei pochi gruppi nazionali presenti nell’alta tecnologia.
Peraltro finora Finmeccanica continua a raccogliere i frutti delle scelte compiute in questi anni: quando Boeing annuncia che sta discutendo commesse per mille velivoli B787 con una trentina di compagnie aeree, le prospettive per Alenia Aeronautica si tingono di rosa.
Ed è di ieri l’annuncio che sarà prodotto nello Stato della Florida, governato da Jeb Bush, fratello del presidente degli Stati Uniti, l’aereo C-27J per il quale gli americani hanno indetto una gara alla quale partecipano insieme Alenia North America, Boeing e L-3, sotto il cappello di Gmas. Le aziende italiane sono tra le principali protagoniste delle cronache del salone: da Galileo Avionica che firma un contratto da 120 milioni di euro per fornire 220 sistemi elettronici all’infrarosso per i caccia europei Typhoon ad Aermacchi che ottiene dal ministero della Difesa malese una lettera di intenti del valore di un centinaio di milioni di dollari per otto aerei da addestramento a getto Mb-339, fino ad Avio, che entra nel programma di sviluppo per il motore F136, uno dei due destinati al caccia Jsf, con una quota del 5%: un business che può valere un miliardo di dollari dal 2012 al 2025.