Finmeccanica vola senza Gheddafi

Il consenso degli analisti sostiene gli acquisti più dell’interesse libico

Andrea Nativi

Finmeccanica vola in Borsa con un rialzo di oltre il 3% in una giornata altrimenti caratterizzata da pochi spunti. E questo in mancanza di un motivo specifico che sostenga il rally. Non è certo tale la dichiarazione di Gheddafi, il quale suggerisce un interesse libico a investire nella società italiana, che peraltro con la Libia sta trattando diverse importanti commesse, dalla sicurezza interna al settore aeronautico e della difesa. Piuttosto è il consenso degli analisti a sostenere gli acquisti, visto che c'è una generale convinzione della crescita della società, con un target price che si colloca intorno a 22 euro.
Giocano anche fenomeni stagionali, come l'andamento del quarto quadrimestre che è sempre molto positivo per le industrie del settore, dato che i pagamenti si concentrano negli ultimi mesi dell'anno, e Finmeccanica si e già difesa bene nei trimestri più deboli.
C'è anche una notevole aspettativa per una serie di importanti contratti che potrebbero essere presto annunciati: in campo civile ci si attende che Boeing piazzi ad Alenia Aeronautica un secondo ordine per elementi di fusoliera per il nuovo aereo B787: il primo ordine, del 2005, valeva 1,1 miliardi di dollari per 150 «set», ma intanto il portafoglio ordini si sta rapidamente avvicinando a quota 500. Alenia poi incrocia le dita per l'esito della gara Usa per l'aereo da trasporto tattico C-27J, che potenzialmente vale 4-6 miliardi di dollari. Il prodotto italiano, proposto con Boeing ed L-3, è favorito. Ancora, nei prossimi giorni dovrebbero arrivare annunci di rilievo dalla Turchia che riguarderanno sia Alenia sia AgustaWestland. Quest'ultima ha buone aspettative anche in Regno Unito. E sempre tra poche settimane, a Finanziaria conclusa, il governo firmerà l'accordo per la prosecuzione dell'impegno dello sviluppo del caccia statunitense F-35, che assicurerà a tutta Finmeccanica commesse per almeno una decina di miliardi di dollari. Ancora, dopo tre anni di vacche magre, il bilancio della Difesa integrato dalla finanziaria consente quantomeno di proseguire i grandi programmi in corso, mentre Pier Francesco Guarguaglini ha detto che si aspetta, più prima che poi, l'avvio di qualche nuova iniziativa, tra le tante ferme da tempo in attesa di finanziamenti.
Infine Guarguaglini e Giorgio Zappa hanno confermato nei giorni scorsi dagli Usa la possibilità di accordi di cooperazione rafforzati con gli europei di Eads e la volontà ad investire 2 miliardi di euro per nuove acquisizioni, nel campo dell'elettronica, ma non solo, in Usa come in Europa.
I mercati hanno gradito le rassicurazioni che Guarguaglini ha fornito sui rapporti con il governo e la conferma della libertà di manovra concessa alla società per condurre le proprie strategie.