Finmeccanica vuole un pezzo di Avio

Il business spaziale della controllata potrebbe diventare merce di scambio con Eads

da Milano

Si stringono i tempi per la definizione del futuro di Avio, il gruppo aerospaziale piemontese controllato al 70% dalla società statunitense Carlyle e al 30% da Finmeccanica, che lo hanno acquistato nel 2003 a un costo totale di circa 1,6 miliardi di euro. Oggi Avio viene valutata tra 2 e 2,5 miliardi e Carlyle è pronta a uscire, con un buon margine (secondo alcune fonti intorno ai 500 milioni). Resta da vedere quale sarà la scelta di Finmeccanica, che ha diverse opzioni, compresa quella di rilevare una parte delle attività di Avio, quelle spaziali e dei motori a razzo. Una soluzione «spezzatino» che già circola da tempo. Ma non è detto che alla fine Finmeccanica propenda per questa opzione, che è in qualche misura legata a possibili accordi con Eads nel campo dei lanciatori spaziali. Passata in secondo piano l'opzione del collocamento in Borsa, visti gli attuali corsi di Piazza Affari, torna in auge l'ipotesi di una cessione del pacchetto Carlyle a fondi internazionali di investimento. In particolare, Cinven e Bc Partners sono da tempo interessati. Peraltro per il futuro di Avio sarebbe stata preferibile l’Ipo e lo sbarco in Borsa: un acquisto da parte di fondi finirebbe per aumentare nuovamente l'indebitamento. Carlyle in questi anni si è comportata molto bene, rispettando gli accordi di governance, non intromettendosi nella gestione e consentendo ad Avio di effettuare significativi investimenti, indispensabili per garantire il futuro competitivo del gruppo, che lo scorso anno ha registrato un fatturato di 1,2 miliardi di euro, un margine operativo lordo di 190 milioni di euro e un indebitamento di 770 milioni di euro.
Ora Carlyle vuole chiudere l’operazione e di sicuro Finmeccanica non ha alcun desiderio di crescere in Avio. Del resto la società di Piazza Montegrappa ha ceduto anni fa le proprie attività motoristiche (ex Alfa Avio) proprio ad Avio. Diverso il discorso per il business spaziale e dei motori a razzo, che potrebbe diventare pedina di scambio nel gioco con Eads, la quale vuole dar vita a una «Airbus dei lanciatori spaziali», dove Finmeccanica potrebbe conferire il business spaziale di Avio ed eventualmente altre attività minori. In ballo ci sono anche i futuri assetti di Arianespace, la società che vende i servizi di lancio spaziale europei. E dunque Finmeccanica potrebbe essere interessata all’acquisizione di queste attività. Pier Francesco Guarguaglini ha affermato di voler mantenere una partecipazione in Avio anche in futuro e che una decisione verrà presa solo dopo che Carlyle avrà chiarito le sue intenzioni. Di certo però anche il governo vuole mantenere un presidio italiano in Avio.