Finmeccanica vuole salire sul nuovo A350

Progetti per Cina e Giappone. Attesi sviluppi nell’elettronica per la difesa in Francia

Andrea Nativi

da Farnborough

Airbus ha rotto gli indugi e annuncia il nuovo progetto per un bimotore commerciale a lungo raggio, battezzato A350Xwb, extra wide body. Ed enfatizza la decisione di adottare una fusoliera decisamente più larga rispetto al precedente disegno e al concorrente Boeing 787, ma anche un disegno aerodinamico per aumentare la velocità di crociera e migliorare l’autonomia, un progetto da 10 miliardi di dollari che arriverà sul mercato con almeno 4 anni di ritardo rispetto al rivale. Al salone aerospaziale londinese di Farnborough Finmeccanica, per bocca di Pier Francesco Guarguaglini, conferma l’interesse a valutare una partecipazione nel programma, come partner a condivisione di rischio, sulla base del coinvolgimento progettuale e industriale offerti, e dei ritorni complessivi. Quando ancora si parlava del «vecchio» A350 si era discussa una partecipazione relativa al 5%, con un investimento di 50 milioni. Poco rispetto ai 500 milioni di dollari che Alenia Aeronautica sta impegnando nel B787. Ma ora Airbus potrebbe cercare una collaborazione più consistente, per vari motivi: le sue capacità ingegneristiche sono già impegnate al massimo su vari fronti, e poi fa comodo poter contare su soci di rischio nel momento in cui i costi del programma sono raddoppiati, mentre se Airbus chiederà formalmente di beneficiare di prestiti agevolati da parte dei governi Europei (UK, Germania, Francia, Spagna) gli Usa apriranno le ostilità in sede Wto. E le possibilità di collaborare con Airbus non si fermano poi al rinnovato A350. Ci potrebbe essere anche l’A330F, versione cargo dell’aereo civile e in prospettiva anche il successore dell’A320. Guarguaglini e il direttore generale Giorgio Zappa hanno già incontrato il nuovo co-Ceo di Eads, Louis Gallois, che peraltro è una vecchia conoscenza. E torneranno ad incontrarlo, così come il nuovo management di Airbus, «dopo l’estate». Del resto i dossier sul tavolo sono molti: dall’interesse di Eads ad acquistare il 25% di Finmeccanica nella società missilistica Mbda, alla volontà italiana di crescere in Atr, la società che produce gli omonimi aerei regionali, per non parlare dello spazio e dell’elettronica per la difesa. Ma per lavorare insieme c’è bisogno di un diverso approccio industriale, perché certe frizioni relative alla partecipazione di Alenia al programma A380 hanno un po’ scaldato gli animi sui due fronti ai livelli operativi.
Nel corso della conferenza stampa Guarguaglini ha affermato che Cina e Giappone sono le nuove frontiere di Finmeccanica, e che dal nuovo governo si attende una mano per gli sviluppi attesi nell’elettronica per la difesa in Francia, mentre ha confermato che sta continuando l’integrazione delle nuove attività britanniche, con un obiettivo di riduzione dei costi di 50 milioni di euro entro quest’anno per gli elicotteri e entro il 2008 per l’elettronica della difesa. E Giorgio Zappa, direttore generale, ha ironizzato dicendo che se la spesa italiana per la difesa continuerà a scendere la Gran Bretagna potrà diventare il primo mercato per Finmeccanica.