Fino a 800 euro per un posto-letto in nero

Vasta operazione della guardia di Finanza di Roma sugli affitti in nero nella capitale: 350 controlli effettuati dalle Fiamme Gialle in appartamenti della periferia romana hanno portato all’individuazione di 1500 inquilini extracomunitari privi di un contratto d’affitto, di cui 300 clandestini. Le verifiche, che hanno riguardato il biennio 2006-2007, si sono concluse a dicembre scorso e hanno permesso il recupero di 9 milioni di euro evasi al fisco.
Tutti italiani i proprietari degli immobili verbalizzati, addirittura 55 sconosciuti al fisco. Per i proprietari che hanno affittato agli immigrati irregolari è scattata inoltre l’ipotesi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’operazione del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma, denominata «black rent», ha preso il via dai controlli nel settore dell’abusivismo commerciale e dalle segnalazioni giunte dalle forze di polizia e dai privati cittadini. Dalla costituzione di una banca dati è stato possibile realizzare una mappatura degli affitti in nero e creare una specifica task force per gli interventi ispettivi. «Il piano operativo condotto dalle Fiamme Gialle - spiega il tenente colonnello Massimiliano Mora - ha avuto il merito di far emergere la posizione di clandestinità di oltre 300 persone sprovviste del permesso di soggiorno e dedite abitualmente alla commissione di reati nella capitale. Per queste è stata avviata tempestivamente la procedura di espulsione».
Ma l’operazione delle Fiamme gialle ha anche consentito di far emergere uno spaccato del fenomeno dello sfruttamento dell’immigrazione clandestina che permette a proprietari senza scrupoli di affittare posti letto a caro prezzo e in alloggi fatiscenti. «Le aree maggiormente interessate agli affitti in nero sono state quelle periferiche - spiega Mora - il 23 per cento del fenomeno illegale è concentrato nella zona Eur Magliana, mentre il 20 per cento riguarda il Portuense e il 17 per cento coinvolge la zona di Torrevecchia - Primavalle».
Gli appartamenti affittati in nero agli immigrati sono risultati quasi sempre seconde o terze case dei proprietari controllati, non arredate, spesso prive di riscaldamento e con impianti idraulici malfunzionanti. Alloggi, quelli scoperti dalla Finanza, che fruttavano al proprietario una somma variabile dai 4mila ai 6mila euro, poiché un posto letto poteva raggiungere la cifra di 800 euro mensili, e sulla quale non venivano versate imposte. Come se non bastasse, altri 100 o 200 euro erano chiesti per rimborsi spese non meglio specificati.
«Nei sopralluoghi effettuati - ricorda il capitano Vincenzo Di Pietro, che ha coordinato le operazioni - spesso ci è capitato di trovare anche 15 immigrati ammassati come bestie in appartamenti di tre stanze e in condizioni igieniche precarie». Nel mercato degli affitti in nero individuato dalle Fiamme Gialle sono stati coinvolti per lo più cittadini provenienti dal Nord Africa, soprattutto magrebini, ma anche cittadini dell’Est Europa non ancora integrata con l’Unione Europea. Come già detto, l’operazione si è svolta in sinergia con polizia e carabinieri, che attraverso i rispettivi comandi territoriali e i commissariati di zona hanno permesso un costante flusso informativo di notizie criminose e la posizione abitativa delle persone denunciate, tutte in affitto presso terzi. Lo scambio di informazioni ha permesso in seconda battuta alle Fiamme Gialle di individuare i compensi elargiti in nero ai proprietari degli immobili, il periodo di locazione effettivo e le generalità dei locatori.