fino a domani

Jacopo Granzotto

Tre giorni d’inferno. E venerdì, tanto per gradire, lo sciopero dei mezzi pubblici proprio al termine del summit contro la fame nel mondo. Un beffardo carico appena alleviato dalle dolci parole pronunciate ieri sera dal sindaco Alemanno: «In futuro cercheremo di trovare soluzioni alternative spostando questi incontri fuori dai palazzi ufficiali, in periferia». Speriamo sia così. Ieri, intanto, primo giorno da incubo per chi transitava dalle parti dello strategico intoppo attorno alla sede della Fao. Una fetta di strade comprese tra Caracalla, l’Aventino, il Circo Massimo e san Giovanni, trasformate in un maledetto imbuto.
«Sono in auto da oltre due ore, sto impazzendo, i vigili urbani sono pochi, direi che si contano sulle dita di una mano», si sfoga un signore incolonnato in via del Circo Massimo. Le difficoltà maggiori si registrano, ovviamente, intorno alla zona rossa. «Siamo fermi, imbottigliati, già da un po’ - urla dal finestrino in direzione delle forze dell’ordine una donna -. Arrivo dall’Eur e devo raggiungere piazza del Popolo: rischio di metterci una vita...». L’umore è nero tra i tanti costretti a lunghe attese, anche nella zona della Piramide. «Non credevo che questa mattina fosse così caotica - afferma sconsolato Raffaele, impiegato pubblico -. Oramai il clacson non lo uso più, tanto è perfettamente inutile, mi toccherà solo aspettare, l’orologio non lo controllo più». Solo alle 12 la morsa del traffico si è allentata un pochino. Ma per poco. Alle 18 l’inferno è ripreso a bruciare. Il comandante dei vigili urbani Angelo Giuliani non ha difficoltà ad ammettere che la capitale è stata in «sofferenza». «Ma del resto era previsto - dichiara - perché abbiamo chiuso un’area grande, cruciale e determinante per il traffico cittadino». Come era previsto che «dalle 17 in poi, fino a sera, in coincidenza con la chiusura degli uffici - spiega - ci sarebbero stati nuovamente forti rallentamenti».
Il comandante informa che i vigili urbani dedicati esclusivamente al controllo del traffico per il vertice Fao ieri mattina erano sessanta del I gruppo, quello del centro storico, più venti di sostegno. «Per non parlare - ha precisato Giuliani - dei tanti vigili che si sono occupati della viabilità per le scorte, ma è chiaro che di fronte a chiusure a soffietto, a strade che sono diventate imbuti e ad una chiusura di un’area così vasta, non si possono fare miracoli, i problemi è innegabile che ci sono stati e ci saranno anche nel pomeriggio».
Il comandante è, invece, fiducioso per i prossimi due giorni: «I cittadini sicuramente saranno più informati ed eviteranno, se non saranno proprio costretti, ad avvicinarsi all’area off limits». Speriamo che l’auspicio si avveri.