Finto allarme bomba provoca una strage

Manila, oltre settanta le vittime schiacciate dalla gente che fuggiva

Emiliano Farina

Forse un allarme bomba buttato lì per scherzo o per errore, e davanti ai cancelli dello stadio di Manila, nelle Filippine, si è scatenato l'inferno. Una ressa spaventosa che ha lasciato sul piazzale 73 morti e 392 feriti, soprattutto donne anziane. Ieri all'alba, circa 30mila persone erano assiepate davanti ai cancelli con la speranza di comprare i pochi biglietti disponibili per assistere alle riprese in diretta di «Wowowee», una popolare lotteria televisiva che, ironia della sorte, festeggiava il primo anniversario dall'esordio. Una lunga attesa iniziata la notte precedente fatta di bivacchi e cullata dal sogno accaparrarsi uno dei ricchi premi in denaro.
Secondo le testimonianze di alcuni superstiti, la calca sarebbe stata causata dal grido «c'è una bomba». Il resto, facilmente immaginabile, è una bolgia di gente che in preda al panico cerca di fuggire il più lontano possibile.
Sotto la folle corsa, stoppata da un passaggio di accesso allo stadio troppo stretto (dicono alcune testimonianze) è rimasto un mucchio di corpi - tra cui quello di un bambino in tenera età - stesi su un tappeto di bottiglie di plastica, scarpe e magliette colorate. Vincente Eusebio, sindaco di Pasig, quartiere della periferia est della capitale filippina, insieme ai vertici della polizia ha smentito l'ipotesi del falso allarme spiegando che la folla si sarebbe spinta con troppa foga verso i cancelli con la convinzione che fossero aperti. Myrna Britania, superstite di quarantadue anni, dal letto di uno degli undici ospedali della città dove sono stati ricoverati i sopravissuti, ha sottolineato che gli ingressi erano stati parzialmente aperti per poi essere richiusi poco dopo. La vendita dei biglietti avveniva proprio di fronte ai cancelli d'ingresso alla struttura, diventati un cimitero nel giro di pochi minuti.
Un primo bilancio fornito dal ministro della Salute, Francisco Duque, parlava di 88 vittime, poi un comunicato avrebbe fissato il numero a 73. Il motivo? Un errore nel conteggio causato dalla confusione. Un disordine che, riferisce la Croce Rossa, sarebbe stato causato da una pessima organizzazione dell'evento e dalla carenza di ambulanze sul posto.
Il Capo della polizia, Gerry Galvan, ha confermato che davanti ai cancelli hanno perso la vita 50 persone, le restanti 23 sono morte una volta arrivate in ospedale. Dai notiziari diffusi da Radio Dzbb, gli ospedali non sarebbero in grado di gestire l'emergenza e molti dei feriti sono stati ricoverati nei parcheggi. Secondo quanto dichiarato da Richard Gordon, capo della Croce Rossa, il solo centro medico Rizal sta curando duecento persone.
Wowowee, vista dai filippini come una possibilità di poter dare una svolta alla propria vita, è una trasmissione organizzata dalla rete Abs-Cbn-Tv. Subito dopo la tragedia, oltre a promettere l'aiuto ai feriti, il vicepresidente del network, Charo-Santos-Concio, ha annunciato la sospensione dello spettacolo. In palio c'erano automobili e un premio di un milione di pesos, poco più di 16mila euro.
La presidente filippina, Gloria Macapagal Arroyo, ha fatto aprire un'inchiesta impegnandosi a rendere pubbliche le conclusioni entro 72 ore.