"Quel finto generale Usa mi mandava rose rosse Ora sono piena di debiti"

Giovanna, 52 anni, vive a Parma con due figli: «Ci siamo scritti, mi capiva e io ero drogata di lui Ho chiesto un prestito in banca per dargli 35mila euro. Poi di lui non ho più saputo nulla»

«A volte la felicità può dipendere da un clic» recita lo slogan di un sito di incontri. E Giovanna, 52 anni, di Parma, un contratto in una casa di riposo, due figli, ci ha creduto. Tuttavia quel clic le ha portato solo guai. E debiti che ancora sta pagando. Ecco la sua storia, simile a quella di altre centinaia di uomini e donne rimaste vittima di questa truffa.

Cosa le è successo?

«Sul sito ho incontrato un uomo, si è presentato come un generale Usa in missione in Siria. Ci siamo scritti per un po', poi lui mi ha proposto di continuare a comunicare su Skype, ma sempre per iscritto, mai a voce».

E cosa le diceva per evitare le telefonate?

«Diceva che al campo militare non poteva comunicare col telefono. Però mi mandava dei video e sembrava tutto vero».

Per quanto tempo vi siete scritti?

«Per mesi, non c'era mattina senza un suo messaggio del buongiorno. Doveva vedere che mail meravigliose mi scriveva. Mai ricevuto lettere così belle in tutta la mia vita. Era vedovo e mi raccontava di suo figlio, che studiava in un college negli Stati Uniti. Si confidava. Un giorno mi ha anche mandato a casa un mazzo di rose rosse, così senza motivo. Era talmente grande che nemmeno riuscivo a tenerlo tra le braccia».

Insomma, si è innamorata davvero di quell'uomo?

«Tantissimo. Io, che delle persone vere mi sono sempre fidata poco. Era molto psicologo, mi capiva come nessuno era mai stato capace di fare. Ero drogata di lui».

Ma non ha mai parlato con nessuno di questa relazione via chat?

«I miei figli mi vedevano chattare e mi dicevano che secondo loro era una truffa ma io sostenevo che era impossibile. Alla fine ero anche riuscita a convincerli».

E poi?

«Poi lui mi ha detto che sarebbe venuto in Italia per stare per sempre assieme a me. E che nel frattempo mi avrebbe spedito un pacco con dentro tutti i suoi soldi, i gioielli e le due fedi nuziali con cui ci saremmo sposati. Lo scatolone mi sarebbe stato consegnato da un diplomatico, suo uomo di fiducia. Da lì sono cominciati i guai. Per sbloccare il pacco alla dogana mi ha chiesto dei soldi tramite MoneyGram, poi altri tramite West Union. Avrei dovuto far riferimento a un contatto in Ghana per risparmiare sulle commissioni e per raggiungere la persona di fiducia che mi avrebbe consegnato il tutto».

In definitiva quanti soldi ha speso?

«In tutto 35mila euro. Ho chiesto un prestito in banca e poi a una società finanziaria. Insomma, sto ancora pagando il debito a suon di 400 euro al mese, praticamente la metà del mio stipendio alla casa di riposo».

Ha denunciato quanto le è accaduto?

«No, non ho avuto il coraggio di andare alla polizia. Se avessi potuto scavare una buca ed entrarci, giuro che l'avrei fatto talmente mi sono vergognata. Ho chiesto aiuto ai volontari di Romantic Scam. Mi sento tuttora svuotata, mi ha bruciato tutto, non mi riconosco più e non riesco più a fidarmi di nessun uomo. No, non vorrò mai più nessuno».

E lui?

«Ho trovato la sua foto su parecchi altri siti, con altri nomi. Pensi che dopo un po' di mesi mi ha scritto dicendo che stava ancora cercando di recuperare il pacco e venire da me. Non gli ho più risposto».

Commenti

veromario

Mer, 21/02/2018 - 11:30

no comment,è meglio.