Finto medico salvò la vita al compagno di cella

L’ultimo eclatante caso scoperto di un falso medico è del 2005: era un uomo affabile e brillante, per 13 anni aveva ha lavorato come medico specializzato in anestesia e rianimazione all'ospedale «Belcolle» di Viterbo e in diverse strutture private della provincia di Roma. Invece non era medico e non era neppure laureato. Come lui tanti altri: centinaia i casi di specialisti o medici di base che non avrebbero potuto svolgere la professione medica. Un o di loro, però, una volta senza essere medico, è riuscito a salvare la vita a una persona. Accadde a Padova, 25 anni fa, quando Luigi Franchetto, in carcere per esercizio abusivo della professione medica, rianimò il suo compagno di cella (in carcere per rapina) che stava tentando il suicidio per impiccagione. Franchetto praticò il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale riuscendo a tenere in vita il compagno di cella. Il giorno dopo l’atto di eroismo, i magistrati padovani riesaminarono la richiesta di libertà provvisoria fatta dagli avvocati del falso medico.