Il finto moralista Toscani lascia da solo Sgarbi: "Trasmissione pro-Cav"

Il fotografo non sarà il direttore artistico de "Il bene e il male". Toscani: "Non voglio essere tacciato di collaborazionismo con Berlusconi". E sulla Rai: "Strumentalizza Sgarbi"

Milano - Torna a far parlar di sè, Oliviero Toscani. E stavolta le pubblicità non c'entrano. Dopo le campagne provocatorie per Benetton degli anni '80 e '90 - chi non ricorda i manifesti con il bacio tra un prete e una suora o la divisa insanguinata di un soldato jugaslavo ucciso? - e le pubblicità di Nolita, altra azienda di abbigliamento, che aveva il nudo di una modella anoressica come soggetto, il fotografo non rinuncia al tono polemico nemmeno quando viene chiamato a fare il direttore artistico per "Il bene e il male", la trasmissione di Vittorio Sgarbi presentata come la risposta di destra a "Vieni via con me" di Fazio e Saviano.

"Non c'è spazio per l'arte" Oggi, in un'intervista a Il Fatto Quotidiano, Toscani spiega le sue ragioni: "Non voglio essere tacciato di essere un collaborazionista di Silvio Berlusconi". Inutile la replica del giornalista Marco Lillo che sottolinea come era chiaro a tutti il taglio filo-berlusconiano della trasmissione. Il fotografo infatti risponde che "così sarà intesa. Anche se Vittorio Sgarbi non vuole fare una cosa di questo tipo. Purtroppo questo è un paese nel quale o sei con Berlusconi o sei contro. Non c'è spazio per l'arte in questo clima".

La polemica con la Rai Poi l'accusa, neanche tanto velata, alla Rai: "Sgarbi è onesto intellettualmente. Sono gli altri che lo stanno strumentalizzando. E' chiaro che l'obiettivo della dirigenza Rai è fargli fare una trasmissione filo-berlusconiana. Io mi chiamo fuori". Immediata del senatore Riccardo Milana (Api), componente della Vigilanza, che chiede alla commissione di ascoltare i vertici Rai. "E' Un'accusa gravissima, tanto più perché viene da un artista noto in tutto il mondo.Temo che parli a ragione veduta. E che le sue pesanti accuse, se non smentite, restituiscano un quadro allarmante per il pluralismo del servizio pubblico".  

L'accordo sul compenso Ma forse la politica non c'entra con la polemica. Tra le righe, infatti, emerge che il vero problema era il compenso. Toscani nega ma ammette: "E' vero che la mia richiesta era alta, ma avrei ricoperto più ruoli e si poteva anche chiudere. Alla fine, solo per fare il direttore artistico mi hanno offerto 80 mila euro. Non ho trattato nemmeno". Del resto, proprio come Sgarbi, su Berlusconi e il caso Ruby Toscani si dice garantista: "Sbaglia chi dà per scontato che abbia fatto delle orge con le minorenni. Non è provato". Poi ammette: "Ma se dico questa cosa passo per berlusconiano per la solita maledizione".