Finto poliziotto deruba turista

Ha addotto come motivazione quella di presunti «controlli antiterrorismo». Poi si è fatto dare carta di credito e pin da un turista giapponese e lo ha rapinato. Il finto poliziotto, comunque, è finito poi in manette nel giro di poche ore.
Il falso agente, in coppia con un complice fintosi turista, è entrato in azione venerdì mattina al Colosseo. I due, all’opera insieme, sono riusciti a carpire la buonafede di un turista giapponese al Colosseo e sottrargli la carta di credito, ma la truffa è stata scoperta e un romeno di 40 anni è stato arrestato.
Questa la dinamica della truffa che ricorda da vicino i film di Totò. Il finto turista si era avvicinato al giapponese, che stava guardando una mappa della città, con il pretesto di chiedergli, in inglese, come arrivare a San Pietro. L’altro stava cercando di dargli l’indicazione, quando è arrivato il «poliziotto», in borghese, che si è qualificato mostrando un tesserino con fotografia falso e li ha perquisiti entrambi.
Controllando il giapponese gli ha preso i documenti e adducendo «importanti indagini antiterrorismo» è riuscito a estorcergli anche il pin della carta di credito, poi il finto poliziotto gli ha restituito i documenti, ma il giapponese si è subito accorto che mancava la carta di credito e si è messo a urlare attirando l’attenzione di due agenti del commissariato Celio in servizio al Colosseo. I due complici sono fuggiti a bordo di una Lancia Dedra parcheggiata nelle vicinanze. Un passante, capendo la situazione, ha trascritto la targa. Sono state necessarie 10 ore di indagini per risalire al titolare dell’auto, la compagna del finto poliziotto, che è stato poi sorpreso, a notte fonda, in un capannone a Campagnano. Purtroppo aveva già fatto in tempo a prelevare e a far sparire dal conto del giapponese 3000 euro, ma è stato arrestato per rapina, uso di carta di credito rubata e usurpazione di titolo.
«La truffa dei finti poliziotti al Colosseo è frequentissima - ha commentato un ispettore del commissariato Celio -, in passato era una specialità dei pakistani, ora sta crescendo una generazione di finti poliziotti romeni che purtroppo riescono a trarre in inganno i turisti».