Fiona May: "Ma io lavoro anche col pancione"

Con l'argento vivo addosso. Sempre, anche adesso, come ad Atlanta nel ’96, come a Sydney nel 2000. Fiona May non ha mai rinnegato il salto in lungo. Non ha paura del buio, di andare oltre, scommettere, passare da una vita all’altra. Lei l’atleta, la mamma, la giamicana, l’inglese, l’italiana. Lei, che ora fa l’attrice.

L'importante è non stare mai fermi, rinnovarsi sempre. «Casalinga io? No, non mi ci vedo proprio». Sorride Fiona, e pensa alle sue origini. Oggi firma autografi ai suoi fan, spiega com’è stare davanti alle telecamere della fiction Butta la Luna. La prima serie è andata benissimo, è entrata nel cuore del pubblico anche sui pattini, partecipando a Ballando con le stelle. Quando le squilla il telefono è a Roma sul set Rai di Butta la Luna 2. Racconta, senza dare troppa importanza, delle sue medaglie olimpiche. Fiona l’inglese, di origine giamaicane, laureata all’università di Leeds che da grande ha scelto di andare a vivere in un paesino vicino a Firenze con il marito, il grande amore della sua vita, Gianni Iapichino, che è stato il suo allenatore.

Una donna scrive che le donne stanno meglio dietro ai fornelli. Cosa ne pensa?
«Be’, con me non funzionerebbe. Io non mi ci vedo a casa dietro ai fornelli tutto il giorno. Nemmeno ora che sono incinta di sei mesi e sto per dare una sorellina a Larissa. Anche in questi giorni sto girando la fiction».

La sua era una famiglia tradizionale?
«Sono cresciuta in Inghilterra. I miei genitori hanno sempre lavorato. Non so chi ha guadagnato di più ma entrambi hanno difeso la loro indipendenza e sono sempre stati uniti. Si vede che io ho preso da loro. Ma ho rispetto per le donne che fanno le casalinghe, ma sono scelte, questione di carattere».

Eppure la scrittrice sostiene che se la donna resta a casa anche la coppia va meglio.
«Mio marito mi ha conosciuto in piena attività sportiva. È stato il mio allenatore. È sul lavoro che è nato il nostro amore».

Cosa ne pensa della sua nuova professione di attrice?
«È con lui che programmo tutto. Anche la mia carriera. È contento. Mi appoggia. Quindi nel nostro caso il lavoro non ci toglie niente, anzi, ci dà qualcosa in più».

Una bambina piccola a casa, una in arrivo e la fiction a Roma. Come si organizza?
«L’unione della famiglia è fondamentale. Mio marito, i nonni paterni, i miei genitori, pronti a intervenire dall’Inghilterra per le emergenze. E io felice di tornare appena finisco le riprese per stare tutti insieme».