Fiorani: «Derivati anche in Bpi»

Giampiero Fiorani, adesso, lancia accuse. E arriva a sostenere l’esistenza di un buco da 400 milioni di euro per i contratti derivati nel bilancio del 2006 di Banca Popolare Italiana. È l’attacco mosso dell’ex ad all’attuale dirigenza della banca durante l’interrogatorio reso lo scorso 8 giugno al pm di Lodi Alessandra Simion, titolare del filone dell’inchiesta, ora chiuso, nel quale è ipotizzato il reato di falso in bilancio. Reato formulato nei confronti del banchiere e di una serie di ex amministratori dell’istituto di credito e che riguarda gli esercizi negli anni in cui l’ex ad era alla guida della banca. Fiorani, come si legge nel verbale integrale dell’interrogatorio reso poco più di due mesi fa davanti al magistrato e agli investigatori - adesso depositato agli atti - ha affermato: «L’altro giorno mi hanno segnalato che la Banca Popolare di Lodi, nel bilancio al 31 dicembre 2006, ha un problema», in quanto ha indicato «due volte quattrocento milioni di euro di contratti derivati non segnalati». Operazione che, secondo l’ex banchiere principe della stagione di Antonio Fazio, della razza padana e dei furbetti del quartierino, avrebbe indotto a un intervento la Banca d’Italia.