Fiorani: nessun problema di solidità patrimoniale

Coefficienti di bilancio ok per la Banca Popolare di Lodi. Abn Amro non farà ricorso contro l’Opas

da Milano

La Popolare Italiana, già Popolare di Lodi, fa il punto sugli interventi realizzati per rafforzare la struttura patrimoniale. E con un comunicato emesso nella serata di ieri la banca di Gianpiero Fiorani rivendica la solidità dei coefficienti di bilancio. Al 30 giugno, secondo le stime dei vertici dell’istituto, i due principali parametri patrimoniali, Tier 1 e Total capital ratio, si attestano rispettivamente al 6,3 e 9,5%, valutando la partecipazione in Antonveneta al patrimonio netto. E senza nemmeno tener conto dell’aumento di capitale attualmente in corso per un controvalore complessivo di 1,5 miliardi di euro.
Si tratta di livelli molto più alti di quelli considerati «di guardia» da Banca d’Italia che fissa al 4% il Tier 1 minimo e al 6% quello consigliato.
Il comunicato della Popolare di Lodi passa in rassegna le operazioni concluse per riequilibrare una struttura messa a dura prova dalla scalata ad Antonveneta: una emissione di «preferred shares» (titoli considerati in termini economici simili alle azioni privilegiate) per 500 milioni; tre emissioni di prestiti subordinati per 700 milioni. Le cartolarizzazioni di mutui hanno invece un valore di 1,8 miliardi (transazioni per 550 milioni sono già state perfezionate).
Infine c’è il capitolo delle cessioni di quote di minoranza in società del gruppo: hanno fruttato oltre 1 miliardo di euro e hanno coinvolto una lunga serie di controllate e partecipate: tra l’altro Efibanca, Popolare di Cremona, Bipielle Ducato Popolare di Crema, Bipielle Real Estate, e le Casse di risparmio di Lucca, Pisa, Livorno e Bolzano. Ad assumere le partecipazioni sono state tre delle banche intervenute per formare il consorzio di garanzia dell’offerta su Antonveneta: Deutsche Bank, Dresdner e Bnp Paribas. Con questi numeri Fiorani punta ora a ottenere al più presto da Banca d’Italia l’ultima autorizzazione per poter dare via libera all'offerta di scambio e confrontarsi così con quella Abn in contanti che scade il 6 luglio (ma che potrebbe essere prorogata).
Sul fronte Antonveneta c’è da segnalare che lunedì il consiglio di amministrazione della banca padovana, in regime di prorogatio fino all’assemblea del 25 luglio, dovrà nominare gli advisor per l’obbligatoria valutazione sull’offerta lodigiana. Ieri intanto Abn Amro ha annunciato che non intraprenderà azioni legali contro la Consob ribadendo la propria fiducia nell’operato della Commissione. Il gruppo olandese aveva nei giorni scorsi contestato la decisione di considerare l’Opas Lodi migliorativa rispetto alla propria.
Sempre in movimento è anche il versante giudiziario. Ieri a Milano è stato interrogato il finanziere italo-svizzero Luigi Colnago, sentito in qualità di teste. Colnago si presentò all’assemblea di Antonveneta dello scorso 30 aprile come rappresentante del Generation Fund. Il sospetto da verificare è che dietro a tale quota ci fosse la Popolare di Lodi