Un Fiore sulla torta di radio Deejay

Il primo febbraio 1982 nacque a Milano Radio Deejay. Erano i tempi di Claudio Cecchetto e poi, un po' alla volta, di Gerry Scotti, di Jovanotti, di Fiorello, di Amadeus, di Kay Rush che ancora non si chiamava Rush ma era già di una sensualità radiofonica straordinaria, di Marco Baldini, di Marco Biondi, di Tony Severo, di Sandy Marton, di Taffy, dei Tipinifini, di Tracy Spencer, della Fri records e poi degli 883...
Potremmo andare avanti così fino alla fine dell'articolo. Perché i venticinque anni di Deejay sono i nostri venticinque anni di radio. Cecchetto, il fondatore, ad esempio non c'è più, nemmeno nello spirito. Fiorello, invece, c'è ancora e qualche giorno fa ha firmato insieme a Linus e a Nicola Savino uno dei momenti più belli della collezione radiofonica autunno-inverno. All'inizio di Deejay chiama Italia Fiore ha fatto una delle sue incursioni, fingendo di essere tornato al suo primo amore: Deejay, per l'appunto. E Baldini, che è sempre e comunque un complice, gli ha retto lo scherzo, fingendosi affranto per la sua scelta. Poi, Fiore è andato avanti come se fosse a Viva Radiodue, finché, dopo qualche minuto, Linus e Nicola hanno scoperto il gioco.
Scherzo perfetto. Anche perché Fiore fino al 5 marzo non tornerà in radio con il suo Viva Radiodue e tutti noi, vedovi inconsolabili dell'appuntamento, per un giorno siamo rivissuti. Assistendo fra l'altro a un evento radiofonico: i due programmi più amati della radio che si interscambiano voci ed immagini. In televisione, quando l'hanno fatto Santoro e Costanzo nello speciale sulla mafia, i giornali ci hanno riempito chili di carta per una settimana.
Ma, al di là del regalo di Fiorello, i 25 anni di Deejay sono qualcosa di speciale. Perché il segreto del successo della radio di cui Linus è direttore artistico - reincarnazione in voce e ossa del personaggio del Intendiamoci, non era facile. Sarebbe stato più comodo, quando già era ai vertici delle classifiche Audiradio delle emittenti private, andare avanti a fare la radio per psichelletti, a botte di musica dance, di Deejay time e di «unz, unz, unz». Facile, ma senza prospettive. Perché poi i ragazzi crescono e gli «unz, unz, unz» non sono più di moda.
Deejay ha scelto un'altra strada: quella di cambiare. Un po' alla volta, quasi senza farsene accorgere, sostituendo «unz, unz, unz» prima con Madonna e poi anche con De Gregori. Costruendosi così le premesse per festeggiare il cinquantesimo compleanno.