FIORELLA Concerto brasileiro con Veloso e Gil

Poker. Da stasera a domenica quattro concerti allo Smeraldo con Fiorella Mannoia e il suo spirito brasileiro, raccontato nell’album Onda tropicale, tredici opalescenti canzoni in cui duetta con Caetano Veloso, Chico Buarque, Milton Nascimento, Gilberto Gil, Djavan, Carlinhos Brown, Jorge Ben e altre star sudamericane. Con la sua voce elastica nel disco racconta il suo Brasile e ora lo porta sul palcoscenico. «Voglio essere ambasciatrice di un mondo che pochi conoscono in profondità - ha detto la Mannoia -; nell’immaginario collettivo la gente associa le canzoni brasiliane con il Carnevale o all’opposto con la ballata triste, ma in mezzo ci sono le mille sfumature che ho voluto raccontare. La musica brasiliana ha il segreto della leggerezza e della semplicità e al tempo stesso è misteriosa; come il blues nasce dal dolore ma magicamente comunica serenità, accettazione della realtà, serenità, sentimenti positivi».
Così eseguirà l’immortale samba Mas que nada di Jorge Ben, Un grande abbraccio di Gilberto Gil, Mama Africa di Carlinhos Brown, Senza paura di Toquinho e Vinicius De Moraes, 13 maggio (il giorno in cui la principessa Isabella sancì la fine della schiavitù) e Il culo del mondo entrambe di Veloso. Con Veloso e Buarque ha collaborato in passato, e i due artisti hanno fatto da volano per tutti gli altri. «Il disco è stato una escalation di collaborazioni. Sono partiti loro due e poi sono arrivati gli altri. Succede così anche in Italia: se Fossati o De Gregori partecipano a un disco è più facile coinvolgere altri personaggi». Fiorella ha scelto i brani pescando tra quelli che più si adattavano alle sue capacità vocali, ma anche «quelli che si prestavano a una migliore traduzione in italiano, perché artisti come Veloso hanno un linguaggio talmente colto che tradurlo sarebbe un tradimento».
Questo tour teatrale, partito lo scorso gennaio dal Ponchielli di Cremona, è la naturale evoluzione del precedente, già molto influenzato dai ritmi sudamericani. Lei però non dimentica di essere una raffinata interprete della canzone d’autore italiana, e darà vivacità poetica allo show con poetiche riletture di Aquaplano e Messico e nuvole di Paolo Conte, Io che amo solo te di Sergio Endrigo, Sally di Vasco Rossi, I cieli d’Irlanda di Massimo Bubola, Quello che le donne non dicono di Enrico Ruggeri senza dimenticare l’amico Ivano Fosssati (C’è tempo).
Un viaggio tra la musica d’autore dunque, di quelli a cui Fiorella Mannoia ci ha abituato da anni - con la sua voce fatta ora di pieghe metalliche ora di ombre vellutate - ma che risulta sempre fresco, nuovo, con qualche sorpresa. «Sono innamorata del mio nuovo cd - suggerisce -; di solito non riascolto mai i miei album, questo invece non ho voglia di risentirlo. Questa evoluzione per me è stata un rischio; chi è abituato al mio stile potrebbe rimanere deluso, ma in concerto c’è un perfetto equilibrio tra vecchio e nuovo, tra melodia e ritmo.
Fiorella Mannoia
teatro Smeraldo
da stasera a domenica