Fiorello gioca all'antipolitica

Il comico si lancia in una provocazione imitando il collega ligure e vestendo i panni del predicatore in stile Celentano: "I politici prima devono togliere la spazzatura dalle strade di Napoli poi chiedano la vostra preferenza"

Buonina la prima. Non proprio bella. Ieri San Costanzo (qualsiasi riferimento è puramente casuale) la ditta Fiorello&Baldini è tornata al lavoro alla radio, "Viva radio 2" come ai bei tempi. Con il logorio dei mezzi moderni, un cavo è saltato, i primi dieci minuti sono andati a farsi maledire, Fiore e Baldini hanno mandato in onda canzoni e canzoni mentre i tecnici di mamma Rai usavano pinze e cacciaviti per recuperare il guasto. Un’ora e mezza scarsa di trasmissione, molta attesa, poche novità, non si può avere tutto dalla vita eppoi la coppia ha già dato molto negli ultimi tempi tra dvd e spot, serate speciali e affini.

Una cosa rivoluzionaria, si potrebbe dire, Rosario Tindaro Fiorello l’ha comunque fatta e lanciata, un sasso contro le vetrine: «Alle prossime elezioni non votate, i politici prima devono togliere l’immondizia dalle strade di Napoli e poi chiedere le vostre preferenze. Cittadini della Campania stracciate le schede elettorali, gettatele in strada, lo dico e lo ripeto non andate a votare. Ribaltiamo le parti, prima i fatti e poi il voto». E i due hanno anche lanciato la campagna via sms, chi ha un’idea per spazzare la munnezza si faccia avanti, scriva un messaggio, diventerà un eroe nazionale. Cosa che è avvenuta a brevissimo giro, secondo usi e costumi nazionali date un telefonino a un italiano e vi solleverà il mondo: «Buttiamola nel Vesuvio, allo stadio San Paolo, in Vaticano, portiamola davanti a casa Berlusconi, davanti a casa Prodi» le solite cose allegre dei patrioti quando c’è da tirare all’untore.

Fiorello ha pestato sull’argomento che gli sta a cuore da meridionale ma lo ha fatto con stile «grillesco» un F-day imprevisto perché finora tutto aveva fatto e osato il Fenomeno (da oggi celebrato - e con autocitazione - in libreria da Aldo Grasso in Fenomenologia di Fiorello con allegate le 40 telefonate con Mike Bongiorno) il Fenomeno dicevo, mai aveva varcato la soglia del predicatore lasciata ai Celentano e Bonolis di giornata. Ha svoltato, ha capito che la gente non ne può più di quelli che corrono da soli «Sembra la maratona di New York», dei politici che prima promettono, assicurano, garantiscono e poi soffrono amnesie improvvise, una volta eletti.

«Viva Radio 2 non censurerà nulla, mai, quest’anno ne avremo e ne diremo a tutti, su tutto. Se ci manderanno in galera la colpa sarà di Cremonesi e di Baldini. È loro l’idea delle schede strappate. È loro l’idea del non voto». Dietro lo scherzo c’è la rabbia vera, non volgare e strillata ma denunciata, illustrata: «Una volta spedivamo le cartoline del golfo di Napoli adesso i bambini non possono andare a scuola per i cumuli di sporcizia davanti all’entrata. Dunque dobbiamo fare così, niente voti se non ripuliscono prima le strade».

Presente in studio il capo- Cappon che se l’è data dopo i lapilli di Fiorello che ha molestato la par condicio» («Mi sembra una bestemmia, paaar condicio!»), il debutto ha offerto qualche coriandolo, un nuovo personaggio Paolo Fava (Fresu?), re della tromba, autore di un disco titolato Testa di jazz eseguito da strumento sfiatato, da un trombettista che se la tira un sacco (ariFresu?).

Molte allusioni, anzi citazioni vere e proprie, ai politici e politicanti di moda, dalla Santanchè che si porta appresso un cognome dell’ex marito chirurgo plastico e per questo promette labbra nuove per tutti, a Bassolino che ha spedito il suo sms sull’immondizia «vuoto, senza parole, questa la sua soluzione » a Rutelli che si candida a sindaco di Roma e sui manifesti avrà la fotografia della consorte Barbara Palombelli che allatta Romolo e Remo, a Bondi che scrive sui muri che Casini ce l’ha piccolo, a Mastella che corre da solo ma deve correre veloce, molto veloce sennò, a Casini che ha dichiarato non mi vendo e Luxuria ha detto peccato! A Veltroni che gira l’Italia con un pullman Euro 1 e inquina il Paese. Ma è stato Berlusconi, nel senso della sua Voce, il tormentone dell’esordio, una par condicio taroccata, bypassata perché il Cavaliere si è spacciato come Claudio Fasulo, fioraio che voleva spedire la sua specialità i fiori della libertà e poi Mantor, tronista della De Filippi, alto 1 e 90, senza rughette ma soprattutto tronista delle libertà, al Marsicano che cercava un veterinario per fare guarire i suoi pesci malati Ulderigo, Diocleziano e Caligola, dannosi per gli altri (Udc), con un bel pesce pagliaccio di nome Walter e tanti pesci bellissimi, i pesci della libertà. Applausi e risate, da copione quelli di Marco Baldini che però è stato autore della più bella battuta.

Quando Fiorello ha innescato la polemica Morettifestival di Berlino-stampa tedesca, ha chiesto al sodale: «Hai amici in Germania? », Baldini con fresca memoria di scommesse e simili ha replicato: «Non devo marchi a nessuno!». Nanni Moretti di cui sopra è comparso con una serie di contumelie alla Germania, alla Merkel rospo, ai nibelunghi, alla Volkswagen e ai würstel, alla Foresta nera alla Mercedes che gratta in 2ª, ai Nibelunghi che sono bassi e le valchirie tutte mignotte. Eccellente la parodia sulla proposta lanciata da Del Noce di portare i canti gregoriani in tivù. Fiorello e la sua band hanno intonato in classico stile da chiesa, con eco, Finché la barca va, memorabile. Un titolo che è stata la chiusura perfetta al tema dell’immondizia e della diserzione al voto. Oggi si replica. O no?