Fiorello è Giuseppe Moscati «Questa fiction meritava di più»

Ancora polemica sulla messa in onda. Saccà: «La scelta dei palinsesti non dipende da me»

da Roma

«Il dolore non è una semplice contrazione nervosa. È una richiesta d'amore». Quanti medici, oggi, considerano in termini simili la sofferenza che sono chiamati ad alleviare? Coloro che lo fanno diventano, inevitabilmente, degli ottimi professionisti. In umanità, oltre che in medicina. Esattamente quanto diventò Giuseppe Moscati (la considerazione sul dolore è sua): il medico napoletano che, con ricerche scientifiche di portata internazionale, ma soprattutto con una quotidiana pratica ospedaliera che - ispirandosi al Vangelo - metteva l'amore per il malato al centro di tutto, conquistò una immensa popolarità nella Napoli d'inizio Novecento. E nel 1985 è stato proclamato beato da Giovanni Paolo II. Giuseppe Moscati, la fiction di Giacomo Campiotti interpretata da Giuseppe Fiorello, che mercoledì e giovedì vedremo su Raiuno, racconta tutto questo: «La storia di un santo del quotidiano - riassume il regista -. Un uomo molto comune, che non ha fatto nulla di clamoroso, non ha fondato ospedali nè vinto Nobel della medicina. Ma nelle piccole e grandi scelte di ogni giorno, e per una vita intera, ha seguito la via dell'amore, della giustizia, della solidarietà».
I rischi legati a tutte le biografie dei santi - è risaputo - sono quelle dell'agiografia posticcia, del «santino» rassicurante e sentimentale. «A questi - considera il direttore di Raifiction, Agostino Saccà - si aggiungeva anche il rischio della provincializzazione. La fiction è fortemente napoletana, negli ambienti come nelle figure: poteva limitare la portata universale del messaggio del protagonista». Rischi tutti brillantemente superati: non solo Giuseppe Moscati ha vinto il concorso internazionale al recente Roma Fiction Fest, prima su dodici fiction giunte da tutto il mondo («meritandosi - come ama ricordare Saccà - dodici minuti di applausi»); ma viene ritenuta dallo stesso Saccà «uno dei migliori prodotti in assoluto della Raifiction degli ultimi anni. Certo fra le cose più belle da quando io mi occupo di questo genere».
Al centro del plauso generale, ovviamente, Beppe Fiorello. Che già specializzatosi con successo nei ritratti di altri eroi del quotidiano, come Salvo d'Acquisto o Joe Petrosino («In questo film Fiorello non recita Moscati: è Moscati - dice Campiotti - e arriva dritto al cuore») ha trovato in questo particolari motivi di seduzione. «Moscati è certo una figura di santo non convenzionale. Il suo darsi agli altri in tutto, senza limiti, racconta una vera e propria storia d'amore. Fra lui e il suo prossimo». Tanto l'attore che Saccà, infine, tendono a smorzare le polemiche sulla mancata messa in onda natalizia della miniserie. «Io avrei preferito, ma a qualcuno andare in onda oggi doveva pur capitare», sospira Fiorello 2. «Non posso e non voglio entrare sul tema della scelta dei palinsesti», taglia corto Saccà. Che ne appare, però, visibilmente contrariato.