Fiorello, Placido e Smutniak ecco i forzati delle serie Tv

La nostra produzione adotta il metodo di Hollywood: pochi attori «condannati» allo stesso ruolo. Così nasce lo star system all’italiana

Milano - Beppe Fiorello e James Stewart? Di sicuro ci daranno il buon esempio. Michele Placido e Humphrey Bogart? C’è da scommettere che ci stupiranno. Kasia Smutniak e Maureen O’Hara? Ci sedurranno con un battito di ciglia. La fiction italiana adotta lo «star system» che ha fatto grande il cinema hollywoodiano: cioè, per attirare telespettatori punta sempre sugli stessi attori (ce li ritroviamo su Rai e Mediaset) e assegna loro sempre la stessa parte. Così basterà dare un’occhiata al cast di serie e miniserie della stagione al via tra pochi giorni per avere un’idea di che cosa ci aspetta.
Facciamo la prova. Beppe Fiorello è garanzia di bontà. E infatti interpreterà il medico dei poveri Giuseppe Moscati (Raiuno, 26 e 27 settembre) nell’omonima fiction e il Piero Campagna del Tv-movie La vita rubata (Raiuno), onesto carabiniere la cui sorella fu assassinata dalla mafia. Alessio Boni è l’eroe romantico. Lo vedremo sensuale e a un tempo mistico nelle vesti di Caravaggio (Raiuno), sarà il valoroso principe Andrej Bolkonskij di Guerra e pace (Raiuno) e l’ombroso Max de Winter (Raiuno) tormentato dal ricordo di Rebecca, la prima moglie. Michele Placido preferisce la categoria dei fuoriclasse, buoni o cattivi. Interpreterà L’ultimo padrino, il boss dei boss di Cosa nostra che mangiava cicoria Bernardo Provenzano (Canale 5) e l’uomo di Stato ucciso dalle Br Aldo Moro (Canale 5). Elena Sofia Ricci è una mamma rassicurante nella commedia e nella tragedia. Continuerà a vestire i panni della simpatica Lucia nei Cesaroni 2 (Canale 5); ma sarà anche la nobildonna protettrice del genio Caravaggio e metterà al mondo un bambino sordo ne Il mondo delle cose senza nome (Raiuno). Ettore Bassi si fa forte del suo dolce sorriso per interpretare il santo d’Assisi in Chiara e Francesco (Raiuno). Tenterà di trasformarlo in un ghigno diabolico in Giuseppe Moscati dove, per invidia, renderà la vita difficile al dottore che papa Wojtyla fece santo. Bella e volitiva, la polacca Kasia Smutniak è la donna che fa il destino degli uomini di successo. Lo sarà per Rino Gaetano ne Il Cielo è sempre più blu (Raiuno), per Il commissario De Luca (Raiuno) uscito dalla penna di Carlo Lucarelli, per Giuseppe Moscati, per il pugile Primo Carnera sul set internazionale di Carnera – The Walking Mountain, diretto da Renzo Martinelli, infine per Andrea alias Roberto Farnesi in Questa è la mia terra 2. Altre bellezze d’importazione cercano ancora un’identità: Ana Caterina Morariu, anche lei dell’est ma rumena, la troveremo in Guerra e pace e nel Commissario De Luca, e Sarah Felberbaum, di origini inglesi, sarà l’erede di Elisa in Ritorno a Rivombrosa (Canale 5) e comparirà nell’attuale Caterina e le sue figlie 2 (Canale 5, dal 9 settembre). Stesso discorso, al maschile, per Fabio Fulco, che vedremo in Artemisia Sanchez (Raiuno) e in Gente di mare 2 (Raiuno, dal 16 settembre) mentre Giampaolo Morelli ha un debole per la divisa, sarà finanziere ne Il capitano 2 (Raidue, dal 14 settembre) e poi commissario nel noir Codice Aurora (Raidue). La mediterranea Roberta Giarrusso tiene in una mano la lente dell’investigatore e nell’altra un rossetto per mietere cuori: così è in Carabinieri 7 (Canale 5) e in Due cuori e un delitto (Rai). Antonello Fassari ha la battuta pronta sia che faccia l’oste nei Cesaroni 2 oppure l’infermiere in Medicina Generale 2 (Raiuno). I versatili Stefania Sandrelli e Giancarlo Giannini quest’anno privilegiano i drammi; saranno i coniugi Dalla Chiesa nella fiction di Canale 5 (il 10 e l’11 settembre); poi lei tornerà col thriller Io ti assolvo (Canale 5), lui con la cupa saga familiare Io non dimentico (Canale 5). Ma strapperà anche un sorriso nel Maresciallo Rocca e l’amico d’infanzia, accanto a Gigi Proietti.
In produzioni di tutti i generi (altra invenzione hollywoodiana), dai polizieschi, alle ricostruzioni storiche, alle commedie, la fiction sta costruendo delle star: ogni volta che appariranno in Tv, inchioderanno allo schermo milioni di telespettatori. Almeno, questa è la speranza. Perché se la fiction è un’industria (è il genere di punta di Rai e Mediaset, quest’anno ha occupato 800 ore di palinsesto, un investimento di 500 milioni di euro destinato a crescere), non dispone dei mastodontici Studios d’Oltreoceano, dove si può «costruire» il Mar Rosso e farlo aprire in due. E registra un’altra curiosa carenza: nello «star system», almeno quest’anno, nessuno si è accaparrato il ruolo del cattivo. Forse perché nell’Italia reale ce n’è qualcuno di troppo.