Fiorello: «Ritornerò in tv solo con il mio show a teatro»

Non sono mai stato così famoso. E ormai non sono più abituato al politically correct

Pier Francesco Borgia

da Roma

Il successo, a volte, può essere davvero un problema. Magari non per chi viene baciato dal consenso del pubblico, come è il caso della coppia Fiorello-Baldini, il cui programma radiofonico Viva Radio2 ha stracciato ogni record di ascolti. Può essere un fastidioso grattacapo, invece, per chi alleva e allena simili «cavalli di razza». Nel caso di Fiorello, a preoccuparsi sono almeno in due. Da un lato c’è Sergio Valzania, direttore di Radio Due. Dall’altro c’è il potentissimo produttore televisivo Bibi Ballandi. La «gallina dalle uova d’oro» sta subendo, infatti, una corte sfacciata da parte dei manager televisivi intenzionati a battere il ferro finché è caldo. Ma lui - stiamo ovviamente parlando di Rosario Fiorello - nicchia, prende tempo. Valzania può così continuare a respirare, mentre Ballandi sfoggia diplomazia e pazienza.
E intanto Fiorello si gode il già citato successo. Mentre continuano i brindisi nella redazione di Viva Radio2 («16 per cento di share, manco fossimo un programma da prima serata tv»), la Bmg pubblica W Radio2 2006, il quarto cd tratto dalla popolare trasmissione. Ed è proprio in occasione del lancio di questo nuovo album (i precedenti sono riusciti a vendere anche 50mila copie a titolo) che Fiorello mette le mani avanti sul suo futuro televisivo.
«Innanzitutto è un problema di durata - spiega il popolare showman -. Vorrà pure dire qualcosa se Celentano arriva a fare al massimo quattro puntate di uno spettacolo. Alla sesta puntata di Stasera pago io ero già elettrico. Non ce la facevo più».
Poi è un problema di linguaggio. «Con gli autori di Viva Radio2 - ricorda Fiorello - ci siamo permessi delle libertà che sul piccolo schermo sono impossibili. In radio c’è più sincerità e ormai non riesco a fare a meno di certi brividi che una diretta senza rete può darmi. Al politically correct non ci sono più abituato».
Per non parlare poi dell’originalità. «Sono arrivati a chiederci di portare Viva Radio2 in tv - aggiunge -. Ma come si fa? Non è proprio possibile. D’altronde abbiamo anche registrato qualche puntata per vedere che effetto faceva. Pessimo. Veramente noioso. E pensare che volevano una striscia quotidiana da contrapporre al programma di Antonio Ricci!».
«Al limite - continua Fiorello - ci piacerebbe fare qualcosa di innovativo. Come piccole apparizioni “clandestine” nei canali satellitari della Rai». Un’idea quest’ultima caldeggiata dallo stesso Valzania.
Anche l’ipotesi di Sanremo sarebbe scartata. «E non perché non abbia idee su come farla - puntualizza -. Al contrario. Già abbiamo montato una campagna sul passaggio del festival alla radio, dove funzionerebbe molto meglio. Sono grato a Pippo Baudo che più volte mi ha chiesto di lavorare con lui. Non mi piace, però, lavorare sotto padrone. Voglio essere protagonista e prendermi tutte le responsabilità».
Insomma quella che sta cercando Fiorello è proprio una chimera. Ha delle caratteristiche ben precise ma sfugge a ogni identikit completo. «Meno male che Ballandi è paziente» commenta sornione. Poi, per dare un colpo al cerchio, dopo averlo assestato alla botte (Valzania ha già annunciato una striscia estiva di Viva Radio2), Fiorello lancia la proposta. «Visto il successo che sto ottenendo con lo spettacolo Volevo fare il ballerino (350mila spettatori con una cinquantina di repliche in tutt’Italia, ndr), potremmo piazzare quattro telecamere e registrarlo per la tv. Anzi, ancora meglio, potremmo mandarlo in diretta».
La verità, però, è dura da confessare. Ed arriva sempre alla fine, tra una battuta e l’altra. «Non ho mai avuto riscontri simili di popolarità - conclude Fiorello -. I giornali scrivono di noi. I telegiornali ci spiano. Ci sono addirittura personaggi noti che si lamentano che non li imitiamo. Per non parlare poi del fatto che abbiamo avuto Berlusconi e Moretti in trasmissione. Però, alla fine di tutto, per me il piccolo schermo rimane un problema psicologico e continuo a chiedermi: “visto tutto questo successo, sarò ancora in grado di stupire e divertire in tv”»?