Fiorentina: Gilardino a secco, festa Bayern

Klose e Schweinsteiger chiudono la sfida, nella ripresa il tris di Zé Roberto. Il grande ex, per non al meglio, fa di più degli attaccanti viola

Monaco - Sostenere dopo il rotondo 3 a 0 di ieri sera all'Alleanz Arena che la Fiorentina risulta messa sotto ma non maltrattata, è impresa coraggiosa. E noi che non viviamo condizionati dalla dittatura del risultato, lo ripetiamo senza timore alcuno e a voce alta. La Fiorentina sbaglia tanto e paga dazio, questo sì: sbaglia prima in difesa e poi ripetutamente in attacco, quando le sue geometrie, e la sua orgogliosa reazione, gli consentono di sfiorare più volte il pareggio e di fare centro più avanti, appena l'ennesima distrazione difensiva di Vargas regala a Schweinsteiger la palletta comoda comoda del 2 a 0.

Ecco cos'è la squadra di Prandelli, messo sotto accusa dai tifosi in tribuna a fine partita: è una squadra ancora acerba, piena di gioventù e di ingenuità, troppe, incapace di affrontare la ribalta internazionale col piglio di chi sa di poter fallire poco per restare a galla. E invece sbaglia la difesa, sbagliano in avanti, mentre Frey regge l'onda d'urto del Bayern che è un rivale a due facce. Terribile in attacco, quando Ribery e Toni si esaltano, di latta dietro quando Lucio e Demichelis vengono presi d'infilata.

All'intervallo c'è un solo interrogativo che inquieta i 6mila fiorentini che han invaso la Baviera e allestito una «sciarpata» da brividi: quale altro rivale avrebbe lasciato tre-quattro palle-gol trasparenti ai viola dopo essere montato in vantaggio due volte? Solo il Bayern, è la risposta banale ed elementare che racconta dei limiti difensivi dei tedeschi (la coppia centrale Lucio-Demichelis sono la spiegazione dei tanti affanni di Klinsmann) dopo averne celebrato le qualità del gioco d'attacco che ha in Ribery e Toni gli interpreti essenziali. Il primo, seguito a distanza da Zauri, rappresenta lo snodo decisivo di ogni attacco, il secondo è la sponda per mandare dentro chiunque, Zè Roberto e Ribery, persino Klose che pure non è un fulmine di guerra. Così il Bayern organizza il primo vantaggio (dopo 4 minuti sbavano in due: Dainelli, rimasto a mezza strada tra Toni e Klose, e Vargas accorso in aiuto ma incapace di frenare il polacco), così matura il raddoppio tedesco a metà della prima frazione su strafalcione dello stesso Vargas (liberato al tiro Schweinsteiger si aggiusta il sinistro e spiazza Frey).

Uno pensa: Fiorentina tramortita dai tedeschi. E invece la sfida propone altro. E in particolare propone le repliche appuntite dei viola che riescono addirittura a presentarsi con Felipe Melo davanti al portiere dopo uno slalom alla Tomba, con Montolivo (piattone a colpo sicuro deviato occasionalmente in angolo) e con Gilardino (girata al volo) azionato dall'ispirato brasiliano senza fare centro. La striscia, negativa, degli errori di mira dell'attacco fiorentino, si conclude più tardi, nella ripresa, col colpo di testa di Mutu (deviazione sul palo lungo sfiorato). Ma nel frattempo il Bayern si fa vivo in contropiede e chiama Frey a un paio di prodezze che evitano alla sconfitte dimensioni umilianti ma non il sigillo del 3 a 0 con una scudisciata di Zè Roberto dal limite. E l'epilogo matura nonostante l'uscita prima di Toni (gioca con infiltrazione per il dolore al costato) e poi di Schweinsteiger. Proprio alla fine, la Fiorentina, senza più gamba e neanche un briciolo di fiducia, molla gli ormeggi. L'intervento di Jovetic procura un solo assist, Gobbi non richiude il valico lasciato scoperto da Vargas. A due punti dopo tre sfide, la Fiorentina è ancora a caccia del primo successo in Champions. E forse la sua coppa Campioni ricomincia mercoledì 5 novembre, a Firenze, nella rivincita con Toni e compagnia.