Fiorentina, l’ombra inchieste sulla festa per la Champions

La tempesta sul calcio passa anche da Firenze. Occorrerà attendere gli sviluppi delle indagini per capire quale sarà la «vera» classifica finale

Sandro Benedetti

da Verona

La Fiorentina va ai preliminari di Champions League. Almeno sul campo. Ed è questo il verdetto che conta, soprattutto per i tifosi viola. Nessun dubbio, nessuna polemica. Firenze si stringe attorno alla squadra, la tifoseria è a tutti gli effetti con la famiglia Della Valle, i proprietari del sodalizio toscano.
Sullo stesso campo dove un anno fa la Fiorentina riconquistò una massima serie che sembrava perduta, ora grazie all’arrivo di Prandelli, ad una campagna acquisti con i fiocchi e soprattutto ai gol di Luca Toni, si presenta davanti all'Europa che conta. E lo fa scrollandosi di dosso una settimana di burrasca, le tante voci che in questi giorni infiammano un calcio che sembra aver perduto tutto, la dignità in primo luogo.
Nessuno tra i tifosi della Fiorentina ha però dubbi di sorta. Gli striscioni che ieri capeggiavano sugli spalti del Bentegodi erano di sostegno alla squadra e di scherno nei confronti della Juventus e della famigerata triade.
A Firenze quindi si festeggia e solo questo. Lo si fa al termine di una gara di fine stagione. Con un Chievo brillante sino al vantaggio della Fiorentina, poi non più in grado di trovare dentro di sé la forza per reagire, per cercare di chiudere con un sorriso un'annata da incorniciare.
Nella vittoria della squadra di Prandelli c'è ancora una volta lo zampino di Luca Toni che timbra il suo gol numero 31 in campionato. Un traguardo straordinario per un bomber di razza che anche nell'epilogo di una stagione lunga e difficile ha saputo caricarsi la squadra sulle spalle e spingerla verso la meta. La Fiorentina merita il successo anche se nelle fasi d'avvio patisce un Chievo ben disposto e voglioso di regalare soddisfazioni al pubblico veronese finalmente numeroso al Bentegodi. La squadra di Pillon sfiora il vantaggio con un perentorio copo di testa di Mantovani sul quale Lobont è chiamato agli straordinari. Semioli è un pericolo costante, la velocità di Pellissier mette alle corde la coppia centrale Gamberini-Dainelli, più lenta e compassata, Amauri lotta e crea spazi, insomma il Chievo gira bene, il motore è oliato, mentre è quello della Fiorentina, chiamata dalla ragion di Stato a cercare la vittoria sicurezza, che sembra in panne. Ci pensa Toni a ristabilire le cose, a mettere a posto i conti. È Fiore a creare ed è Toni a finalizzare al meglio come sovente accade al bomber. La gara finisce qui.
Il Chievo la sua Europa l'ha conquistata domenica scorsa sul campo del Lecce, toglierla ai viola proprio non gli va. Così il ritmo della gara, soprattutto nella ripresa, è da andamento lento.
Calma piatta per almeno 39' sino a quando Dainelli di testa, su assist ancora di Fiore, chiude in cassaforte il match. Inizia così la festa dei viola. Tutti con la squadra, tutti, almeno per ora, con la famiglia Della Valle.