Fioretto, riscatto azzurroOro per Vezzali e le altre

Vezzali, Di Francisca ed Errigo (con la Granbassi appiedata in finale da un infortunio) imitano gli uomini e si aggiudicano l’oro mondiale a squadre dopo le delusioni nell'individuale

Parli di fioretto e pensi subito all’eterna Valentina Vezzali. Dopo la delusione per il quinto posto nell’individuale (dove dal 2000 è campionessa olimpica), la jesina ieri si è ripresa il tetto del mondo portando al trionfo la squadra azzurra. Percorso netto, avversarie annichilite fin dal primo turno: 45-23 alla Gran Bretagna, 45-35 alla Corea del Sud, 45-27 alla Romania, fino al 45-33 contro la Russia, con stoccata finale proprio della Vezzali.

La medaglia d’oro consente in particolare alla pluricampionessa di arricchire ulteriormente un palmares da record: 17ª medaglia ai Mondiali (11 ori, 4 argenti, 2 bronzi) e la poliziotta di Jesi raggiunge Giulio Gaudini che tra il 1929 e il 1938 ha vinto 8 ori, 7 argenti e 2 bronzi nel fioretto e nella sciabola. Davanti a lei, solamente tre grandissimi: Giovanna Trillini, 19 allori, Gustavo Marzi, 20, ed Edoardo Mangiarotti, 26 medaglie.

Valentina Vezzali e Margherita Granbassi avevano firmato una sorta di patto d’acciaio all’interno dello spogliatoio azzurro: unite per non tornare in Italia senza una medaglia. In finale, Margherita (complice un infortunio) è restata in panchina a tifare le compagne, a completare la missione ci hanno pensato le giovani Arianna Errigo e Elisa Di Francisca. Arianna non ha sbagliato praticamente una stoccata vincendo tutti e tre gli assalti. La Di Francisca ha surclassato con un perentorio 5-0 la neo-campionessa mondiale Shanaeva, ha passeggiato sulla Biryoukova, prima del passaggio a vuoto nel terzo assalto dove ha dovuto cedere alla Korobeynikova 5-13. Poco male. Il fioretto italiano in rosa gode di ottima forma e anche il futuro appare più che splendente. Di Francisca, 27 anni a dicembre, ed Errigo, la più giovane della spedizione coi suoi 22 anni, rappresentano ben più che una semplice scommessa per il dopo Vezzali. La parabola delle vittorie, insomma, non è per nulla destinata ad affievolire la propria corsa.
L’oro della squadra femminile, però, non fa altro che amplificare i rimpianti per la vittoria sfumata nel torneo individuale. La russa Shanaeva è infatti uscita sconfitta in tutti e tre gli assalti contro le azzurre (2-5 dalla Vezzali, 0-5 dalla Di Francisca, ancora 2-5 dalla Errigo), un triplo ko che riempie di un pizzico di amarezza il successo delle tre fiorettiste.
Si sono dovuti invece accontentare del settimo posto gli spadisti azzurri. Il quartetto composto da Diego Confalonieri, Francesco Martinelli, Alfredo Rota e Matteo Tagliariol ha vinto nello spareggio per il settimo posto l'assalto con l'Ucraina per 40-36. E il campione olimpico Tagliariol non ha lasciato spazio a recriminazioni: «La delusione è grande. Bisogna iniziare a lavorare per il prossimo anno». Oggi ultima giornata con sciabolatori e spadiste. Per l’Italia - prima nel medagliere - la possibilità di chiudere ogni conto con le altre nazionali.