Fioroni: "Il Pd alleato con Vendola? Salta tutto" E Bondi: "I moderati cattolici devono riflettere"

Si riaccende lo scontro nei Democratici per le alleanze. L'esponente degli ex popolari attacca D'Alema e Latorre: "Proposta da azzeccagarbugli allargare il Pd a Vendola per farlo diventare un partito solo di sinistra". Bondi  "C'è uno spazio enorme per ricomporre l'area moderata

Roma - "Non ho parole: nella nostra manifestazione dell’Eliseo, venerdì, abbiamo lanciato il Pd pride, e invece quello che pensano di fare alcuni nostri compagni di partito, a cominciare da Nicola Latorre, è esattamente il contrario: vogliono archiviare il Pd". L'esponente del Pd Beppe Fioroni, intervistato dal Corriere della Sera riaccende lo scontro fra i Democratici, scontro legate alle alleanze e al futuro del centrosinistra. E attacca i dalemiani. Quella prospettata da Latorre, aggiunge, "è una soluzione da azzeccagarbugli: vuole allargare il Pd a Nichi Vendola per farlo diventare un partito solo di sinistra". "Latorre - spiega - mira a sfrattare noi e a fare un’aggregazione tra tutti gli ex Pci. Ma se dovesse veramente accadere una cosa del genere, allora salterebbe tutto". Inoltre, aggiunge, "il combinato disposto dell’intervista di Latorre e di quella di D’Alema è devastante per il Partito Democratico. Partono entrambi dal presupposto che il Pd deve delegare la 'copertura' dei moderati ad altri soggetti politici, rinchiudendosi in un recinto di sinistra. È incredibile, si preferisce regalare voti agli altri partiti. Ciò detto - sottolinea Fioroni -, non sono contrario ad andare alle elezioni con un’alleanza con Casini. E se la maggioranza del mio partito sarà favorevole, accetto anche l’accordo elettorale con Fini. Però voglio fare una precisazione: noi possiamo pure allearci con altri soggetti politici, senza però svenderci".

Bondi: "Ora i moderati riflettano" "Se l’onorevole Fioroni ammette che il combinato disposto dell’intervista di D’Alema e di La Torre è devastante per il Pd, ciò dovrebbe far riflettere anche tutte le forze politiche moderate del nostro Paese". Commenta il coordinatore del Pdl, Sandro Bondi. Per Bondi "di fronte ad una sinistra che, per la prima volta nel corso della propria storia, abbandona e rifiuta il progetto di un’alleanza con il mondo cattolico e nello stesso tempo appare priva di un qualunque credibile progetto di governo, non solo non vi può essere alcuno spazio per accordi trasversali, nè al fine di costituire un governo di transizione nè tanto meno in vista di un’alleanza elettorale, ma si crea al contrario -conclude- uno spazio enorme e irripetibile per una ricomposizione dell’area moderata, che sarebbe un grave errore sprecare".