Fioroni toglie parità (e fondi) agli asili milanesi

Il Comune di Milano chiede la residenza per le iscrizioni dei bambini
nelle scuole di infanzia e il governo, scaduto l’ultimatum, passa al
contrattacco. Il ministro azzera gli 8 milioni di contributi l’anno destinati alle 170 scuole d’infanzia comunali. Palazzo Marino: "Penalizzato chi ha il permesso"

Milano - Il ministro Fioroni tira dritto. Non importa se a rimetterci saranno le famiglie milanesi, compresi gli stranieri che il permesso di soggiorno ce l’hanno già. Per vincere la sua «battaglia» per i diritti dei clandestini, costringerà Palazzo Marino a d’infanzia che danno posto gratis a oltre 21mila bambini).

Il braccio di ferro è iniziato il 9 gennaio, quando Fioroni ha gridato al razzismo contestando la nuova circolare del Comune per le iscrizioni alle materne. Da quest’anno sono ammesse solo le iscrizioni dei genitori stranieri che hanno ottenuto il permesso di soggiorno - o hanno la pratica in corso - entro il 29 febbraio. Una tutela in più per le famiglie straniere, ha sempre sottolineato l’assessore ai Servizi sociali Mariolina Moioli: fino all’anno scorso chi era in attesa del permesso veniva inserito in una lista d’attesa «provvisoria», con la nuova circolare viene subito ammesso a quella ufficiale. Ma il ministero ha lanciato la diffida: corregga la circolare e accetti anche i figli di irregolari, o Milano perde parità e fondi. Sabato scorso la replica di Palazzo Marino: «Servono regole chiare e certe - ha scritto in una nota - il quadro normativo è troppo confuso, di difficile interpretazione».

L’attuale situazione legislativa, proseguiva la nota, «non può essere legittimamente imposta a un Comune, come quello di Milano, che garantisce una concreta integrazione dei minori stranieri e delle loro famiglie». Altrimenti, è la conclusione del Comune, Milano sarebbe costretta a rinunciare a parità e fondi statali, abbassando il numero dei posti a disposizione dei cittadini negli istituti. Che busseranno alle scuole statali, meno di venti in tutta la città. Difesa che non ha fatto retrocedere il ministro Fioroni.

Il direttore scolastico regionale, Anna Maria Dominici, ha inviato al Comune una nota in cui richiama principi di derivazione internazionale e comunitaria «recepiti dal nostro ordinamento» e «sui quali resta irrisolto il contrasto». È «incontrovertibile - continua - che costituisce illegittimo atto discriminatorio e violativo dell’ordinamento fare riferimento in via generale alla situazione della mancanza del permesso di soggiorno per negare la possibilità di presentare la domanda di richiesta a chi ne faccia richiesta». Il procedimento di revoca della parità «verrà ovviamente interrotto se l’amministrazione provvederà ad adeguare la circolare al rispetto della normativa vigente». Gongolano i Comunisti italiani: il capogruppo milanese Francesco Rizzati chiama «tutti i milanesi in piazza» sabato alle 15 «contro l’arroganza di un’amministrazione razzista e politicamente incapace».

«Totale condivisione» anche dalla Rete degli Studenti (Reds). La decisione del ministro, sostiene invece la Lega dimostra l’arroganza di questo governo, ormai finito, che gioca a fare le prove di forza con il sindaco Moratti e il comune di Milano».