Firenze ci riprova: i lavavetri vanno puniti

Il sindaco emette una nuova ordinanza Obiettivo: superare le obiezioni della procura

Firenze ci riprova. Leonardo Domenici ha emesso una nuova ordinanza, dopo la richiesta di archiviazione per le denunce penali ai lavavetri decisa dal procuratore capo Ubaldo Nannucci. Obiettivo: aggirare i dubbi della procura. Il mestiere girovago di lavavetri non è un reato, ma solo un illecito? Multa e non carcere? Va bene. Domenici si gioca la carte del comportamento molesto. L’ordinanza del 25 agosto è revocata, il nuovo provvedimento stabilisce che, fino al 30 ottobre, è fatto «divieto alle persone di avvicinarsi agli automobilisti per offrire attività di pulizia di vetri o fari dell’automezzo e aspettarsi l’elargizione di denaro. L’inosservanza delle disposizioni è punita ai sensi dell’art. 650 del codice penale, e con il sequestro delle attrezzature utilizzate». Resta il richiamo all’articolo 650 del codice penale, che prevede l’arresto fino a tre mesi. Attenzione: questa volta il sindaco non si rivolge in modo esplicito ai lavavetri, ma a tutti i generici cittadini che, armati di spugna e sapone, infastidiscono gli automobilisti. È ormai un braccio di ferro di codici e codicilli.
«Leggeremo la nuova ordinanza - ha commentato il procuratore capo - Forse sarebbe da valutare la praticabilità del sequestro degli oggetti utilizzati da chi lava i vetri in strada, posto che la sanzione penale è praticamente inapplicabile, specie nei confronti di persone senza fissa dimora». Sulle richieste di archiviazione per le denunce di lavavetri seguite alla prima ordinanza il gip Pietro Ferrante non deciderà prima di due settimane.
La Lega Nord Toscana intanto ha annunciato di voler consegnare le tessere di «soci sostenitori» al sindaco Domenici e all’assessore Cioni, autore della prima ordinanza, «perché i due esponenti ds hanno avuto il coraggio di assumere una decisione sacrosanta facendo proprie istanze che la Lega Nord porta avanti da sempre», ha dichiarato il segretario provinciale Marco Cordone. L’assessore Cioni ha commentato di non avere « tempo da perdere con la Lega Nord». Il senatore Paolo Amato, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Vecchio, ha detto che la nuova ordinanza «ha di fatto cancellato con un colpo di spugna qualsiasi riferimento esplicito ai lavavetri. L’iniziativa è finita nel ridicolo».
Il coordinatore cittadino di Forza Italia, Alessio Bonciani, si chiede se esista o no un racket dei lavavetri o se sia solo una scusa dietro cui il sindaco si è «nascosto per giustificare l’ordinanza davanti alla sua maggioranza di sinistra che non condivideva la scelta».
Critica il provvedimento il vice sindaco di Milano Riccardo De Corato, secondo cui «Le multe ai lavavetri sono più efficaci del carcere. A Milano si procede senza intoppi attraverso l'applicazione di un semplice regolamento di Polizia urbana. Dal mese di luglio, sono già 67 i lavavetri sanzionati dei vigili e a cui sono stati sequestrati tutti gli attrezzi. Contestare ai lavavetri un illecito penale rende tutto molto più complicato, dato che i magistrati devono convalidare le denunce».