Firenze dà la cittadinanza a Englaro. E il Pdl diserta l’aula

«Ne abbiamo bisogno, di queste persone», esclama una voce a Palazzo Vecchio, mentre applausi scroscianti accolgono Beppino Englaro (nella foto), che ieri ha ottenuto la cittadinanza onoraria di Firenze dopo la controversa votazione del 9 marzo. I consiglieri del Pdl, in segno di protesta, ieri hanno lasciato l’aula: «Gli assenti hanno sempre torto», ha replicato il presidente del Consiglio comunale, Eros Cruccolini, acceso sostenitore di Englaro. Peccato però che anche il sindaco Leonardo Domenici fosse assente.
«Questa è una cittadinanza onoraria a Eluana, io le ho solo dato voce - ha spiegato Englaro -. È lo spirito di indipendenza e libertà di Firenze, una città che Eluana amava e ne era rimasta affascinata». Englaro ha riconosciuto che «sono problematiche molto difficili e spaccano le coscienze». Cruccolini ha difeso la decisione del Consiglio: «Le istituzioni sono laiche e laicità vuol dire che non ci devono essere interferenze. Con questa cerimonia diamo valore all’autodeterminazione della persona».
I rappresentanti del Pdl hanno invece consegnato a Englaro una lettera: «Gentile signor Englaro, noi non parteciperemo alla cerimonia perché abbiamo rispetto per il dramma da lei vissuto ma non riteniamo che possa costituire titolo per l’ottenimento della cittadinanza onoraria che sarà moralmente dimezzata, priva perciò del valore e del significato che un riconoscimento del genere possiede. Continuiamo a giudicare inopportuna, improvvida e improvvisa la decisione che lacera le coscienze della nostra comunità che avrebbe preferito ritrovarsi unita nell’accogliere un nuovo membro. Per questo l’avevamo invitata a rifiutare tale riconoscimento invitandola a non farsi strumentalizzare».