Tra Firenze e Perugia la guerra degli investigatori

Indagini su indagini. E alla fine, un classico all’italiana: le inchieste sulle inchieste degli altri, coriandoli di sospetti in tutte le direzioni. Le investigazioni sul Mostro - a venticinque anni esatti dalla scarcerazione di Enzo Spalletti, il primo supersospettato - sono da tempo in cortocircuito; la Procura di Firenze è andata a Perugia, ha messo sotto osservazione i faldoni del caso Narducci e ha aperto un fascicolo: indagati sono proprio il Pm Giuliano Mignini, da anni immerso nei misteri del medico annegato al Trasimeno e il suo braccio destro Michele Giuttari, capo del Gides (Gruppo investigativo delitti seriali) della polizia. Le accuse sono cadute. Veleni e sospetti invece restano. Tanto che il Procuratore capo di Perugia Nicola Miriano il 21 ottobre è stato costretto a diffondere un comunicato e a spiegare, nientemeno, «che le Procure combattono un’unica guerra a difesa della legalità e tutte sono schierate dalla stessa parte». Il 17 novembre, però, Giuttari è stato «allontanato» dalle indagini. E con lui sono stati estromessi tutti gli organismi di polizia. Il segno dell’ennesima svolta? O una mossa momentanea?