Firenze, ergastolo al boss Francesco Tagliavia E' uno degli autori delle stragi mafiose del 1993

Tagliavia fu indicato da Gaspare Spatuzza come tramite fra gli attentatori e i mandanti. La strage di via dei Georgofili a Firenze, la notte del 27 maggio 1993, provocò la morte di 5 persone. I magistrati: "Le indagini su quei fatti di sangue non si sono concluse"

Firenze - Condanna all'ergastolo per il boss Francesco Tagliavia. Il trubunale di Firenze lo ha riconosciuto coautore delle stragi del 1993. Il processo ha sottolineato il ruolo del boss di Brancaccio nella strage di via dei Georgofili. Tagliavia fu indicato come tramite fra gli attentatori e i mandanti da Gaspare Spatuzza.

Soddisfazione fra i familiari delle vittime. "L’ergastolo inflitto a Tagliavia - afferma Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell’associazione familiari vittime di via dei Georgofili- è l’ennesima riprova della bontà degli atti processuali per le stragi del 1993. Ancora una volta il nostro pensiero va alla magistratura fiorentina, alla Procura nazionale antimafia che coordina le indagini, alle forze dell’ordine che hanno contributo alle indagini, per l’immane lavoro che tutti insieme hanno svolto in questi 18 anni affinché quanti in cosa nostra erano colpevoli del massacro di Firenze del 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili fossero consegnati alla giustizia. Tuttavia ci riserviamo di leggere le motivazioni della sentenza, che oggi ancora una volta ci ha visti esultare contro la mafia, perché oggi è stata scritta una pagina giudiziaria molto importante: Gaspare Spatuzza ha detto il vero, è attendibile prove oggettive alla mano".
La Corte ha stabilito anche una serie di risarcimenti danni: 200 mila euro per il ministero della Difesa; 100 mila euro rispettivamente per Regione Toscana e Comune di Firenze e 10 mila euro per le numerose parti civili formate dai familiari delle vittime o da persone che rimasero ferite o subirono danni in seguito agli attentati.

La strage di via dei Georgofili a Firenze, la notte del 27 maggio 1993, provocò la morte di cinque persone e il ferimento di altre 48. Tagliavia, imputato come coautore delle stragi di mafia del 1993-94 e che sconta già numerosi ergastoli nel carcere di Viterbo, viene considerato dalla procura fiorentina come una prova che "le indagini su quei fatti di sangue non si sono concluse". Tagliavia ha seguito il processo per le stragi del 1993 a Firenze, Milano e Roma, in cui è unico imputato, dal carcere di Viterbo dov’è detenuto. Collegato in videoconferenza, non si è mai scomposto, la voce ferma e il tono duro. Si è sempre proclamato innocente, fino alla fine.