Firenze, falso vigilante sbanca Palazzo Pitti

da Firenze

Un colpo da professionista, studiato nei minimi dettagli. Il finto vigilante che ieri mattina poco dopo le 8 è riuscito a farsi consegnare, dagli addetti alla biglietteria di Palazzo Pitti a Firenze, 200mila euro, l'incasso delle entrate ai musei e del bookshop, conosceva alla lettera la procedura che regola la consegna del denaro. Il perfetto travestimento e la grande disinvoltura gli hanno consentito di allontanarsi a piedi con il malloppo senza destare il minimo sospetto. Giocando d'anticipo, l'uomo si è infatti presentato poco prima dell'apertura alla biglietteria unificata del complesso museale indossando la regolare divisa della società di sicurezza incaricata del servizio di riscossione degli incassi, che avviene quotidianamente proprio per evitare rischiosi accumuli di denaro.
Cappello d'ordinanza, occhiali scuri e pizzetto, la finta guardia giurata ha pronunciato poche parole, quelle strettamente necessarie. Una volta ricevuti i tre sacchi pieni di denaro, uno da 84mila, il secondo da 85mila e il terzo da 32mila euro, ha apposto una sigla sulla ricevuta e ha fornito, come previsto, il suo numero di matricola. Numero che, dopo successivi accertamenti effettuati dai carabinieri, si è rivelato appartenere effettivamente a un vigilante che lavora a San Miniato, nel Pisano, presso la stessa società. L'uomo, sentito nel pomeriggio, è risultato però del tutto estraneo all'episodio: nonostante presenti caratteristiche somatiche che potevano renderlo sospettabile, al momento del colpo si trovava impegnato in un altro servizio insieme a due colleghi.
Una volta avuto in consegna il denaro, il falso vigilante, senza tradire la minima emozione, ha inserito i tre sacchi in una busta bianca e si è allontanato a piedi, attraversando piazza Pitti e dileguandosi poi nei vicoli del quartiere di Santo Spirito. L'allarme è scattato soltanto trenta minuti più tardi quando, nella biglietteria, si sono presentati i veri vigilantes. La biglietteria è stata passata al setaccio dai tecnici della Scientifica per individuare le impronte digitali lasciate dal truffatore mentre i fotogrammi delle telecamere puntate sulla piazza sono stati studiati con attenzione ma il volto dell'uomo non sarebbe stato ripreso in modo utile al riconoscimento. L'unico identikit disponibile è quello fornito agli inquirenti dalle due addette alla biglietteria: l'uomo ha circa 35 anni, è piuttosto alto, ha la carnagione particolarmente chiara e i lineamenti regolari. E, soprattutto, una notevole faccia tosta.