Firenze gode con furore e Della Valle scuce premi

Anfield Road come Wembley, Gilardino come Batistuta. Dopo dieci anni, un déjà vu: la «piccola» Fiorentina corsara nella perfida Albione, due templi violati, prima quello scelto dall’Arsenal per motivi di «cassa», poi quello del Liverpool. Serata speciale anche per il Gila che ha raggiunto l’argentino a quota dieci nella classifica dei cannonieri viola di Champions ed è salito a quindici reti stagionali. «Segnare al 92’, esultare sotto 3000 tifosi della Fiorentina, è stata un’emozione incredibile e mai provata prima, ora non vogliamo fermarci», così il bomber viola, decisivo come sempre nelle occasioni importanti, che ha dedicato il gol alla moglie Alice e alla figlia Ginevra.
E se da anni, la squadra viola è protagonista nel nostro campionato, ora è arrivata la maturità anche in campo continentale. «Stiamo scrivendo la storia del club anche in Europa», le parole di un emozionato Diego Della Valle, il patron arrivato da New York a Liverpool con un volo speciale per non perdersi l’impresa. Che gli costerà forse un premio alla squadra (invocato a gran voce nell’euforia dello spogliatoio, come ha ammesso l’attaccante di Biella, eroe della serata inglese). Dopo il colpaccio ad Anfield Road, grande festa nell’albergo di Liverpool per 130 persone, con i Della Valle e il sindaco di Firenze Matteo Renzi che per un giorno si è travestito da ultras viola e ha commentato la storica impresa sulla sua pagina di Facebook: «Senza parole... da Liverpool con furore». Ieri all’aeroporto di Peretola, 500 tifosi hanno atteso il ritorno della squadra: ovazioni per Prandelli e cori e frecciate alla Juve, precipitata in Europa League, sul mai rimpianto Felipe Melo e alla Rai che ha bistrattato per il secondo anno consecutivo le partite della Fiorentina nel girone di Champions.
Fiorentina prima nel girone, quindici punti conquistati (solo il Bordeaux ha fatto meglio), 4 milioni incassati solo grazie alle cinque vittorie (più una decina che arriveranno con il passaggio del turno) e ora un sorteggio negli ottavi che potrebbe anche sorridere: la vera insidia è il Bayern Monaco, che il portiere Frey vorrebbe più di tutti per «prenderci la rivincita» dopo la sfida della passata stagione; le altre, dallo Stoccarda all’Olympiacos passando per Porto e Cska Mosca, sembrano formazioni alla portata dei viola. «Non credevo che potessimo vincere il nostro gruppo - ha ammesso Cesare Prandelli dopo la partita - sono felice che i nostri tifosi siano orgogliosi di noi».
Grandi meriti al tecnico, definito da molti il «grande tessitore» per l’abilità tecnico-tattica. Ieri con una squadra «incerottata» ha domato il Liverpool e ha firmato una delle pagine storiche del club. Prandelli ha modi garbati, non ama le esasperazioni, le polemiche e l’ipocrisia. Insomma, per certi versi un anti-Mourinho, più avvezzo alle provocazioni. E nonostante un girone sicuramente meno agevole, ha fatto meglio dell’allenatore di Setubal, ma anche degli esordienti Leonardo e Ferrara. L’allenatore viola aveva detto alla vigilia della trasferta inglese che gli ottavi non rappresentavano una fine, ma un inizio. Così il progetto, che in 7 anni ha saputo trascinare la Fiorentina dalla C2 fino all’ingresso tra le prime 16 d’Europa, può andare avanti: in attesa che si sblocchi l’annosa questione della Cittadella dello sport, i Della Valle proporranno presto il prolungamento del contratto a Prandelli e a Corvino fino al 2013, mentre per il mercato di gennaio, Munoz a parte, si farà il punto nel Cda viola previsto poco prima di Natale.
Intanto Prandelli vuole riportare la testa dei giocatori al prossimo impegno di campionato contro il Chievo, passaggio importante per non perdere contatto dal quarto posto. Con la speranza di recuperare qualche infortunato. All’Europa si tornerà a pensare a febbraio.