Firenze, dopo i lavavetri via anche i mendicanti

Il capoluogo toscano adesso mette al bando gli accattoni. L’assessore: &quot;I clochard stesi a terra sono un pericolo&quot;. Nell'agosto 2007 <strong><a href="/a.pic1?ID=251876">l'ordinanza contro i lavavetri</a></strong> ai semafori finì in tribunale

Firenze - Quasi otto mesi dopo la famosa e contestata ordinanza anti-lavavetri, l’assessore alla Sicurezza di Firenze, Graziano Cioni (Pd), è pronto a dare battaglia anche ai mendicanti che, «causando pericoli per i pedoni», si sdraiano sui marciapiedi e sulle strisce del centro storico. L’episodio che ha scatenato la reazione di Palazzo Vecchio è avvenuto alcuni giorni fa: una signora non vedente ha urtato contro un barbone ed è caduta, rompendosi tre denti e riportando ferite alle braccia e alle gambe, guaribili in sette giorni.

Questa volta la giunta fiorentina non ha agito con un’ordinanza come nel caso dei lavavetri, ma ha preferito spostare l’attenzione sul regolamento di polizia municipale che la prossima settimana dovrebbe iniziare l’iter della discussione in consiglio comunale. «L’accattonaggio non è un reato - ha spiegato Cioni -, ma i mendicanti distesi per terra costituiscono un grave ostacolo. Per questo stiamo pensando a nuove norme che prevedano misure di contrasto del fenomeno e che dovranno poi essere approvate dal consiglio comunale. Vedere queste persone stese tutto il giorno sui marciapiedi fa pensare quantomeno a uno sfruttamento ignobile, visto che non vengono spontaneamente ma c’è qualcuno che li porta. Non voglio parlare di racket questa volta, ma di organizzazione o qualcosa di simile. Lo dico soprattutto a chi può indagare...». Cioni ha spiegato che sono allo studio anche altre misure, come quella che potrebbe proibire ai turisti di toccare la porta del Battistero in piazza San Giovanni, davanti al Duomo.

Il nuovo giro di vite contro i mendicanti viene considerato poco più che uno spot elettorale da centrodestra e dalla Sinistra arcobaleno. «Spero in un pesce d’aprile di Cioni, perché non voglio credere che ci voglia un aggiornamento del regolamento di polizia municipale per impedire a un mendicante di intralciare un marciapiede - ha detto Gabriele Toccafondi, candidato nelle liste del Pdl in Toscana per Montecitorio -. Non basta il buon senso e l’autorità delle forze dell’ordine? Siamo al paradosso. Ma del resto, non siamo nuovi a queste trovate. Basta ricordarsi dei lavavetri e prima ancora del divieto di bivacchi sui gradini del Duomo. Una norma ancora in vigore che, naturalmente, non viene rispettata e in piazza Duomo a ricordarcela resta solo uno sbiadito cartello».

Il segretario del Prc e candidato alla Camera in Toscana, Franco Giordano sottolinea invece «la triste parabola dell’assessore del Pd Graziano Cioni. Ha iniziato la sua carriera in un partito che si impegnava a combatterla, la povertà, ed ora è finito per combattere i poveri». Negativo anche il giudizio dell’Arci: «Codificare e multare un comportamento come quello del mendicante sdraiato sui marciapiedi ci sembra esagerato», ha detto la presidente fiorentina Francesca Chiavacci.