Firenze, ora Renzi cancella la pausa-sigaretta: "Timbrare il badge d'uscita per poter fumare"

Lotta ai tabagisti di Palazzo Vecchio. Non si tratta di una battaglia salutista. Il sindaco: &quot;Così perdono troppo tempo&quot;. I dipendenti comunali dovranno prima timbrare il cartellino di uscita. Scoppia la polemica. <a href="/sondaggio_1a.pic1?PID=258" target="_blank"><strong>Fa risparmiare tempo o è una vessazione? VOTA</strong></a>

Le occasioni per perdere tempo nell'arco di un'intera giornata di lavoro sono tante, tantissime. Bisognerebbe cronometra con i secondi che corrono veloci i minuti dedicati da ciascun impiegato vuoi a guardare la mail vuoi a curiosare il profilo Facebook, vuoi a fumare una sigaretta sul balcone insieme ai colleghi vuoi a rispondere ai figli che, presi dalla frenesia, chiedono al genitore di risolvergli a distanza - quasi avesse la bacchetta magica - ogni sorta di problema. C'è chi parla di "perdite di tempo", chi invece le annovera tra le varie incombenze di una lunga giornata lavorativa. Ma queste "pause" dal lavoro non piacciono ai più.

Di sicuro non piacciono al sindaco di Firenze Matteo Renzi che, in questi giorni, ha deciso di usare il pugno duro con i dipendenti del Comune che, ahimè!, hanno il vizio del fumo. Guerra aperta ai tabagisti, insomma. Chiunque vorrà fumarsi una sigaretta, è il diktat di Renzi, dovrà prima timbrare il cartellino di uscita, non solo a Palazzo Vecchio ma in tutte le strutture dell’amministrazione. Un provvedimento per tutelare i non fumatori? Assolutamente no. Piuttosto una battaglia a chi "perde tempo" dietro alle bionde, e non a quelle con un bel paio di gambe (in quel caso andrebbe, sì, aperto un altro capitolo sull'argomento). Il provvedimento è stato finora adottato nell’ufficio anagrafe, ma oggi la giunta ha dato mandato ai tecnici di estendere la nuova norma a tutti gli uffici comunali. "In un momento in cui ci sono cassaintegrati che crescono e giovani senza lavoro - ha spiegato Renzi - il compito dei dipendenti pubblici è quello di cercare di dare il buon esempio". "Se viene chiesto a chi vuole stare 20 minuti fuori a fumare una sigaretta o a prendere un caffè di timbrare in uscita e in entrata il badge, mi sembra un principio di buonsenso e sacrosanto - conclude Renzi - in tutti aziende private è così, sarà così anche al Comune di Firenze".

Ma è giusto punire in questo modo i fumatori?

E' difficile quantificare la perdita di tempo. Varia dal numero delle boccate, dalla capienza polmonare, dal livello di dipendenza, dal tasso di nervosismo (che, va da sé, varia di giorno in giorno). I fattori, insomma, sono molteplici. C'è un ma. Prendiamo un fumatore abituale che non eccede nelle "pause-sigaretta": è assurdo vietargli la possibilità di andare con i colleghi alla macchinetta del caffé e poi completare quello che è un rito ancestrale, con una sonora fumata. Rischia di iniziare male la giornata o di non carburare bene il lavoro da fare.

Il blocco a Facebook e ai siti hard (l'uso dei siti a luci rosse aveva raggiunto negli anni scorsi picchi stratosferici nella maggior parte degli uffici d'Italia) è profondamente diverso dal divieto di fumare. Se il primo è una vera e propria distrazione, il secondo oltre ad aggregare i colleghi che per intere giornate rischiano di lavorare gomito a gomito senza mai parlarsi, è anche un gesto che distende i nervi e scioglie le tensioni.