A Firenze Lo sceriffo Cioni cacciato dai suoi: niente primarie

L’assessore sceriffo esce di scena, e il partito si spacca. Colpo di scena alle primarie Pd per la corsa a sindaco di Firenze: in un’accesa e confusa assemblea cittadina, ieri il partito ha di fatto «buttato fuori» il candidato più scomodo, Graziano Cioni, già alla ribalta delle cronache nazionali per l’ordinanza «anti lavavetri». Cioni, indagato per corruzione e violenza privata nella «vicenda Castello», era stato più volte invitato a fare un «passo indietro», ma si era rifiutato di mollare la corsa. Così ci ha pensato l’assemblea, con 87 voti a favore del «ritiro forzato» e 35 contrari. E il futuro della giunta di centrosinistra, lacerata dagli scandali e dalle divisioni interne, si fa sempre più incerto.