A Firenze

Col brusio dei tuoi sonni, dove tacciono
le magnolie e i cortili,
cedi allo spazio dove il vento tiene
agitati i tuoi fiori; ivi passarono
coi ginocchi infantili
le donne con gli uguali occhi. E che fanno
agli sbocchi delle vie tortuose?
Col cereo lume delle mani additano
le ginestre sui colli, e intanto le rôse
da un segreto si sfanno. Ultimi premi
la tua infanzia sui colli, rosea luna,
e i campanili indietro indietro guardano.