Firmata una convenzione tra la Regione e più di venti sigle del panorama economico e sociale: «Necessario salvare l’aeroporto» Malpensa, patto tra imprese e sindacati

Allo studio anche soluzioni alternative se il piano per rilanciare Alitalia non funzionasse

C’è la firma della Regione Lombardia accanto a quella dei sindacati. C’è la firma di Confindustria di fianco a quella delle cooperative. E c’è anche la sigla delle piccole e medie imprese e delle associazioni di categoria. Un unico documento per un’unica richiesta: rilanciare l'aeroporto di Malpensa. La Lombardia mette insieme le proprie forze e riunisce le diverse realtà del mondo economico e sociale per dire l'ennesimo no al piano industriale di Alitalia che prevede il taglio di 150 rotte sullo scalo lombardo. Le venti sigle che appartengono al Patto per lo sviluppo mettono nero su bianco alcuni punti fermi per il rilancio economico della Lombardia.
Ai vertici di Roma si chiede di proseguire il confronto sul sistema aeroportuale del Nord e sul ruolo di Malpensa, nell'ambito del Tavolo per Milano, per creare un network in grado di competere con gli scali europei. Si mira al rilancio del Nord «prestando la massima attenzione alla difesa dei livelli occupazionali». Si ribadisce la necessità di una riunione del Consiglio dei ministri sul tema, a cui partecipi anche il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. E soprattutto non si esclude di «cercare soluzioni alternative qualora il rilancio di Alitalia si rivelasse non praticabile». Strade alternative per l'appunto. Un'ipotesi che si fa sempre più vicina. Soprattutto vista l'intolleranza, di giorno in giorno più evidente, espressa da Formigoni. «Devo lamentare un'inadempienza del Governo - rileva il governatore - e quindi siamo costretti ad alzare il tono di voce perché il Governo è responsabile delle scelte che vengono compiute dalla compagnia di bandiera e della penalizzazione che viene annunciata sul nord». In base agli accordi presi con il sottosegretario Letta, il Governo avrebbe dovuto convocare la prima segreteria tecnica e poi il tavolo politico. Promesse che risalgono allo scorso 21 settembre a seguito di esplicita richiesta della Regione Lombardia. «Sono passati dodici giorni - incalza Formigoni - e non è stato convocato nulla. Non pensino a Roma che ci lasciamo prendere per stanchezza». Altro che sfinimento. Dalla Regione Lombardia si alza l'ennesimo appello: «Il Governo deve parlare con voce chiara perché è un suo dovere». Unica firma «con riserva» al documento è quella della Cgil. Il segretario regionale lombardo di Filt Cgil, Nino Cortorillo, sostiene infatti che «meglio sarebbe farsi forza dell'accordo per chiedere un incontro a Prodi». E le istituzioni non potranno «non accorgersi come Malpensa rappresenti ancora una grande opportunità d’investimento», sottolinea Paolo Malvestiti vicepresidente dell’Unione del Commercio.