Firme bipartisan sulla mozione di An per difendere i cristiani nel mondo

Ronchi: «Ogni anno 160mila vittime. L’esecutivo si impegni subito anche con la Ue»

da Roma

«Cristiani, uscite dalle catacombe». Era questo uno degli slogan più riusciti che campeggiava nella manifestazione romana per la liberazione di padre Bossi. Un messaggio che sull’onda di quella mobilitazione, il portavoce di An, Andrea Ronchi, ha deciso di raccogliere e tramutare in una mozione di indirizzo da trasmettere al nostro governo affinché si adoperi per la difesa dei cristiani nel mondo. Un gesto politico forte che parte dalla Camera e sta acquisendo una valenza trasversale, visto che alla lista dei firmatari si sono aggiunti il capogruppo di An, Ignazio La Russa, Maurizio Lupi di Forza Italia, il leghista Roberto Maroni, il capogruppo Udeur Mauro Fabris e Sergio D’Elia della Rosa nel Pugno. Manca l’Udc che, però, appare intenzionato a impegnarsi in una iniziativa simile.
La mozione prende le mosse da alcune istantanee della condizione in cui i cristiani sono costretti a vivere in molti Paesi: le restrizioni alla libertà di culto; le persecuzioni nei Paesi islamici che portano il totale dei cristiani uccisi ogni anno a 160mila; l’esigenza di assicurare dovunque i valori di libertà perché, come dice Benedetto XVI: «Laddove non c’è libertà di culto, non c’è libertà». Tutte premesse che portano la mozione a «impegnare il governo a promuovere, anche in sede Ue, iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica».
«Ho parlato con Fausto Bertinotti e si è dimostrato molto sensibile» racconta Ronchi. «Io spero che entro la fine di luglio si riesca a votare questa mozione. L’obiettivo è quello di non lasciar esaurire l’ondata di interesse e solidarietà che si è determinata con il rapimento di Padre Bossi. Bisogna accendere i riflettori sul martirio dei cristiani nel mondo, mettendo da parte le degenerazioni del relativismo culturale». Quello di Alleanza nazionale per la difesa dei valori cristiani, spiega il portavoce di Via della Scrofa, è un impegno che parte da lontano: «Il grande impegno di Fini per le radici cristiane nella costituzione europea non va dimenticato. E io personalmente ho chiesto a Mario Landolfi, come presidente della Vigilanza Rai, di adoperarsi e sollecitare il direttore generale di Viale Mazzini affinché il servizio pubblico parli di più di questo problema. Lo stesso sforzo lo chiedo anche a Mediaset e Sky. Bisogna fare presto e alzare il velo dell’indifferenza».
Ronchi si dice convinto che su un tema così sensibile il Parlamento sarà capace di fornire una risposta unitaria: «Vorrei che questa diventasse la mozione di tutti. Mi chiedo: se avessero rapito un imam cosa sarebbe successo? Per altri rapimenti si è fatto di più, soprattutto a livello di mobilitazione della pubblica opinione. Nel giorno della manifestazione si è detto: “Padre Bossi, uno di noi”. Vorrei che ci ricordassimo che ogni cristiano è uno di noi. Bisogna reagire contro il fondamentalismo strisciante che colpisce i più deboli. Bisogna avere il coraggio di sfidarlo e sostenere, invece, il mondo islamico moderato».