Firme false sulle liste elettorali: 23 indagati

La procura di Roma ha chiuso l’indagine per le cosiddette «firme false» e per l’intrusione nel sistema informatico del Comune di Roma, due vicende riconducibili alle scorse elezioni regionali.
Il pm Francesco Ciardi, titolare dell’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Achille Toro, si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per complessivi 23 indagati: 20 posizioni riguardano la vicende delle firme false (14 le liste in cui sono state riscontrate illegalità) e la violazione dell’articolo 90 del dpr 570 del 1960. Tra di loro tre cancellieri del tribunale. Tre gli indagati per la violazione informatica dei sistemi del Comune di Roma: sono Mirko Maceri, ex direttore di Laziomatica, Daniele Caliciotti e l'avvocato Romolo Reboa.
Tra gli indagati per la vicenda delle «firme false» figurano tre cancellieri del tribunale di Roma, E. T., S. R. e N. B., sottoscrittori, come pubblici ufficiali della Lista Alternativa sociale, che faceva capo da Alessandra Mussolini, lista, come accertato dalle indagini della procura di Roma, avrebbe raccolto 1195 firme irregolari per le Provinciali e 1822 per le regionali. Per As risulta una quarta persona indagata. Ulteriori indagini sono state fatte sempre per la lista di As per quanto riguarda le europee dello scorso anno, per la necessità di verificare presunti «complotti» ai danni del cartello elettorale della Mussolini. Dal riscontro è emerso che anche per le consultazioni europee le firme false (supportate da documenti di identità inesistenti, o scaduti) erano 4.966, evidenziando inoltre una sorta di sovrapponibilità tra i nomi dei sottoscrittori delle regionali. Uno dei cancellieri indagati è accusato anche di falso ideologico per induzione. Tra gli indagati, risultano anche il vicepresidente del Consiglio comunale di Roma, Fabio Sabbatani Schiuma, e il consigliere comunale Sergio Marchi. Indagati anche sottoscrittori di liste del cartello elettorale che sosteneva Piero Marrazzo.
Questo nel dettaglio l’elenco degli altri indagati, e le relative Liste con la precisazione che alcuni nomi sono comuni a più liste. Quadrifoglio: tre indagati (firme false accertate 1.147), Lista civica Marrazzo: 3 indagati (firme false 22); Uniti nell’Ulivo: 3 indagati (firme false 27); Consumatori uniti per Marrazzo: un indagato (firme false 22); Avanti Lazio: 3 indagati (firme false 221); Forza Roma: 4 indagati (firme false 205); Italia dei Valori: un indagato (firme false 204); Lista Rauti: 3 indagati (113 firme false); Trifoglio: un indagato (570 firme false); Consumatori per Storace: un indagato (187 firme false); Pensionati: un indagato (36 firme false); Ecologisti verdi: 2 indagati (419 firme false); Cristiani d’Europa: un indagato (250 firme false).
Per quanto riguarda l’indagine su Laziomatica è stata archiviata la posizione di Bernardino Meloni. È stato accertato che fu l’avvocato Romolo Reboa a ordinare il controllo informatico dei sottoscrittori della Lista che faceva capo alla Mussolini, attraverso l’uso dei sistemi di Laziomatica entrati negli archivi elettronici del Comune.