Le firme di sinistra stanno col «Giornale»

Rinaldi critica il viceministro. Pansa: «P2? Anacronismi»

da Roma

Sono due tra i principali maître-à-penser della sinistra. Intellettuali critici capaci di smarcarsi dalla logica delle appartenenze, seguendo la loro autonomia di pensiero. Una bussola che l’ex direttore de l’Espresso, Claudio Rinaldi, e l’editorialista di punta dello stesso settimanale, Giampaolo Pansa, mostrano di voler seguire anche di fronte alle evidenze del caso Visco.
Il primo scende in campo scrivendo sul suo blog «Italia Loro». Rinaldi parte da una premessa: «A tutti coloro che considerano ineccepibile il comportamento di Visco nei confronti della Guardia di Finanza consiglio la lettura di un documento pubblicato dal Giornale». Rinaldi riporta il testo della lettera spedita il 16 marzo scorso dal viceministro a Roberto Speciale e fa tre osservazioni. Innanzitutto, «la lettera dimostra che Visco voleva mettere bocca, sistematicamente, nelle nomine della Gdf. Non accettava che Speciale designasse chi gli pareva». In secondo luogo, continua Rinaldi, «la lettera dimostra che la pretesa di ingerenza veniva avanzata da Visco con una certa assiduità». Inoltre «la lettera dimostra che lo stesso Visco si rendeva conto di avanzare una pretesa del tutto abusiva. Davanti alle designazioni comunicategli da Speciale, infatti, il viceministro ammetteva che erano perfettamente legittime: non adduceva elementi per contestarle, anzi era costretto ad avallarle (“Ne prendo atto”). Ebbene, con questo “sì” pronunciato a denti stretti Visco in pratica confessava che la sua insistente richiesta di concertare le nomine con Speciale non aveva fondamento alcuno». L’editorialista-blogger risponde alle obiezioni dei suoi critici precisando di «non essere rimbecillito, né tanto meno sto diventando di destra. Però ho sempre cercato di non essere fazioso; e oggi non posso nascondere che questo centrosinistra si sta comportando in modo troppo deludente». Ad esempio, tentando di «licenziare un consigliere d’amministrazione della Rai che non ha commesso alcuna irregolarità».
Entra meno nel merito ma non nasconde il suo atteggiamento critico Giampaolo Pansa, intervistato dal Gr3. «Mi sembra molto anacronistico richiamare in ballo la P2. È un’analisi che non mi convince. Mi ricorda una vecchia battuta di Pajetta che diceva che quando non riuscivano a risolvere i loro guai interni, comunisti e socialisti facevano muro contro il Fodria: le forze oscure della reazione in agguato. Mi sembra lo stesso schema».