Fischi alla Binetti, gelo tra Cl e Margherita

Il leader Dl: «Criticata solo perché è schierata con la sinistra»

nostro inviato a Rimini
Dopo il giorno dei fischi, quello del grande freddo. Con la Margherita che critica duramente la contestazione a Paola Binetti e il Meeting di Rimini che si limita a una breve nota nella quale si prendono sì le distanze dai fischi di lunedì ma si ribadisce pure che «sono stati fermati subito» e che la senatrice dielle «non è stata interrotta» e «ha potuto concludere il suo pensiero sia nell’incontro che in conferenza stampa». Da Comunione e liberazione, insomma, niente scuse alla Binetti.
Anche perché il day after della contestazione si è aperto all’insegna della polemica. Con un durissimo attacco a Cl arrivato dalle colonne di Europa, quotidiano della Margherita. «Ecco - si legge nella spigolatura di Robin in prima pagina - di cosa hanno paura gli eterni trasversali che si vedono a Rimini: di una simile a loro per tante cose che però una scelta di campo l’ha fatta. Le hanno dato della venduta. Loro che di commerci s’intendono di sicuro». Il paragone non fa certo piacere agli organizzatori della kermesse, come pure lascia qualche perplessità l’uscita pomeridiana di Francesco Rutelli. Che il giorno dopo il «fattaccio» e a neanche 24 ore dal suo arrivo a Rimini si dice «molto amareggiato e rammaricato» per l’accoglienza alla Binetti che «contraddice radicalmente l’impostazione asserita dal Meeting di non voler guardare tanto allo schieramento quanto al merito delle scelte».
Insomma, l’ex presidente di «Scienza & Vita» non è stata contestata «né per le cose dette né per quel che pensa ma in ragione della sua appartenenza politica, perché è di centrosinistra». E ancora: l’Italia «deve uscire al più presto da questa radicalizzazione» tra centrodestra e centrosinistra. Il carico da novanta ce lo aveva messo in mattinata la stessa Binetti, sfogandosi con più di un esponente ciellino: «Questi cattolici di Cl sono proprio irritanti». Considerazione che non sfugge ai vertici del movimento.
Così, ci sta che dopo alcuni conciliaboli il Meeting di Rimini decida di replicare a Rutelli con una nota alquanto fredda. Perché, spiega il capo ufficio stampa Emma Neri, «i fischi sono spiacevoli sempre» e «ieri sono stati fermati subito». Eppoi, «la senatrice Paola Binetti non è stata interrotta e ha potuto concludere il suo pensiero sia nell'incontro che in conferenza stampa». Insomma, l’alzata di scudi tardiva della Margherita - che lunedì aveva taciuto e solo ieri è intervenuta in difesa della sua senatrice - non ha prodotto l’effetto sperato dalla Binetti. Sarebbe stata lei, spiegano infatti nell’entourage di Rutelli, a insistere sul vicepremier per ottenere una presa di posizione formale del partito. Arrivata anche per bocca del vicecapogruppo dell’Ulivo al Senato Luigi Zanda, secondo il quale «non fa onore al Meeting coprire di fischi e insulti i propri ospiti». «Credo che la cifra del dialogo - gli fa eco il ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni - sia la capacità dell’ascolto e del rispetto. Quando non c’è né ascolto né rispetto è la chiusura del dialogo».
E di confronto parla anche la Binetti, che oggi ritorna sulla querelle con un intervento su Europa. «In alcune componenti di Cl - scrive - c’è forse qualche traccia residuale della cultura del sospetto che esclude che si possa essere cattolici anche stando in schieramenti politici diversi. Cattolico di sinistra sembra che abbia un che di sinistro per qualcuno. Ma non per me».
Nonostante le schermaglie di ieri - lo conferma il presidente della Fondazione per la Sussidiarietà Giorgio Vittadini - il dialogo tra Cl e Margherita resta comunque vivo. Stasera, infatti, l’accoglienza del Meeting per Rutelli si preannuncia calorosissima come lo scorso anno, anche perché - fa notare più d’un ciellino - «lui al massimo lo si può tacciare d’essere un radicale redento, non certo un traditore». Non è un caso che il vicepremier abbia continuato anche ieri a tessere i suoi rapporti con i vertice di Cl e della Compagnia delle Opere, deciso nella tavola rotonda in programma oggi con Giuseppe Pisanu a scavalcare le aperture di Franco Marini e proporsi come interlocutore principale del centrodestra. D’altra parte, anche l’invito a Berlusconi per la festa della Margherita che si terrà a Caorle i primi di settembre va proprio in questa direzione.