Fischi e insulti: primo allenamento-incubo per Chivu

Alla curva romanista che Totti lasci la nazionale importa poco. Anzi, nulla. I tifosi della magica sono fatti così, innamorati pazzi del loro capitano e di una squadra sola. La nazionale, come tutto il resto, non fa eccezione. Il problema è invece un altro: la permanenza a Roma di Christian Chivu, colui che ha osato scherzare col fuoco per due mesi. Periodaccio per il «traditore della maglia» che ieri pomeriggio è stato subissato da fischi e insulti a intervalli regolari durante il primo allenamento a porte aperte allo stadio Flaminio.
Nonostante il caldo soffocante circa tremila tifosi si sono adoperati per non far sentire più a casa il romeno. Che a un certo punto è stato costretto ad andare a prendersi una bella tazza di tè «caldo» negli spogliatoi. Ovazioni, invece, per Totti, De Rossi, Aquilani, Perrotta e mister Spalletti. Applausi anche per il nuovo arrivato, Giuly, che ha fatto subito vedere di che pasta (tecnica) è fatto. La partitella, con la quale si è concluso l’allenamento, si è persino aperta con un «cucchiaio» di Totti, il bonus a grande richiesta.
Capitano che ieri, nel corso della conferenza stampa indetta per l’annuncio del ritiro dalla nazionale, ha anche parlato di una «Roma dei sogni» che potrebbe materializzarsi presto. «Se fossi io il padrone farei una Roma che... altro che Abramovich» ha esordito il capitano. L’attaccante non ha mai fatto mistero di puntare ai grandi nomi del calcio internazionale per la Roma e, tra il serio e il faceto, ha parlato dei desideri senza tralasciare quel «progetto Roma» tanto carro ai Sensi: «Il progetto prosegue, la società sta facendo molto bene. Ha preso giocatori esperti che serviranno molto. Prima di smettere però voglio vedere la Roma dei miei sogni».
La Roma è grande e merita di alzare grandi trofei, tipo Champions League, per intenderci. «Spero sia una stagione bella - ha proseguito il numero dieci - come la scorsa e spero di poter alzare trofei importanti. La società ha fatto bene. Credo che non sia finita qui. Mi hanno detto che faranno altri “colpi”». In attesa delle bombe nessun voto ai nuovi arrivati. «È presto per dare giudizi. Sono sicuramente giocatori importanti che hanno fatto la differenza dove hanno giocato». Il capitano è stato tra i più grandi promotori di Ludovic Giuly: «Sono contento di come si è mossa la società, lui è un campione vero».
Non ci sono zone particolari del campo da rinforzare: «Serve quantità e qualità, un ruolo preciso è difficile da dire. Un attaccante? Si, così siamo in tre...». Nessun mistero sul fatto che il capitano non ha intenzione di giocare da seconda punta dopo lo straordinario campionato nel ruolo di attaccante disputato lo scorso anno: «Se c’è qualche problema mi metto a disposizione, ma mi piace questo ruolo. Lì mi muovo meno, sarà che sto invecchiando...».