«Fischiato pure se fosse bianco»

«Supermario? Secondo me lo fischierebbero a prescindere dal colore della pelle».
Matteo Ferrari, oggi Genoa, c’è passato circa dieci anni prima: ma Balotelli è antipatico o è nero?
«Lui deve cambiare atteggiamento, glielo dice uno che potrebbe essere suo fratello maggiore. C’è un codice nel calcio, giusto o sbagliato, a quell’età non ci si comporta come lui. Finisce che si fa solo nemici, non può cercare sempre lo scontro. E non accetto giustificazioni che arrivano dal suo passato, adesso è circondato da affetto, tutti gli vogliono bene».
Sarà, ma quando lo insultano gli gridano che non ci sono negri italiani e gli chiedono quante banane mangia al giorno: il colore della pelle ha un bel peso...
«È successo anche a me e giocavo già in Nazionale. Andavo su certi campi e mi sentivo insultare. Pensavo: poi magari mercoledì vengo ancora a giocare qui con la maglia dell’Italia e questi mi chiamano scimmia. Poi è passato. Anzi, non so se è passato, però io a un certo punto non ci ho più fatto caso».
E lei non era un provocatore, giusto?
«Non avevo certi atteggiamenti».
Quindi la insultavano per il colore della sua pelle: è d’accordo che non sia cambiato niente?
«Io dico che se Balotelli avesse un atteggiamento diverso e non provocatorio diventerebbe simpatico a tutta Italia, perché lui è forte, ce ne siamo accorti tutti».
Lei cosa farebbe per sconfiggere questa malinconica forma di ignoranza?
«Si potrebbero fermare le partite al primo coro. Thuram fu uno dei primi a parlarne, in fondo è cambiato poco».
Non crede che tutto questo succeda perché alla gente frega poco?
«Sono assolutamente d’accordo. Non saremmo qui a parlarne ancora nel 2009».