Il fischio di Rosetti: «Con la moviola perderemo sempre»

Dopo Spagna-Germania, Arma di Taggia. Provincia di Imperia, a due passi da Sanremo. Qui Roberto Rosetti, l'arbitro torinese che stasera dirigerà la finale di Euro 2008, ha comprato casa due anni fa e qui passa buona parte delle sue vacanze con la moglie Diletta e le due figlie. Spiaggia «Manola» - nel cui ufficio campeggia una foto dello stesso Rosetti -, casa a due passi dalla via Aurelia e comunque non sul mare: «Un posto tranquillo, ideale per le bimbe», ama raccontare. Un armense d'adozione, insomma, «sempre molto gentile e disponibile - raccontano in spiaggia - anche se non ama parlare di calcio. Quando viene qui, stacca la spina e basta». L'ultima volta è stato ai primi di giugno e l'appuntamento è stato lanciato «a dopo gli Europei».
E anche se gli svizzeri non saranno d'accordo, ritenendo l'arbitro torinese il primo responsabile della mancata qualificazione della loro nazionale al secondo turno della manifestazione continentale, poco importa: la Uefa lo ha ritenuto degno di diventare il primo arbitro della storia a dirigere l'incontro di apertura e quello di chiusura del torneo. «È stato un bel torneo, con poca violenza in campo - spiega il fischietto -. Purtroppo si giocano sempre due partite parallele: quella che si vede dal campo e quella che si vede in tv. E contro la moviola, avremo sempre partita persa».
Quarantuno anni da compiere a settembre, dirigente ospedaliero e chinesiologo, Rosetti sarà il quarto arbitro italiano a dirigere una finale di Mondiali o Europei succedendo a Gonella, Pairetto e Collina Faccia da bravo ragazzo, gioca regolarmente a tennis e ogni tanto a calcetto presso il Circolo della Stampa di Torino. Ad Arma, durante l'estate, si tiene in forma facendo footing sul lungomare: qui, stasera, faranno il tifo solo per lui.