Fisco, allarme del Tesoro: "Evasione di massa"

L’economia sommersa ammonta a 230-250 miliardi di euro: pari a circa il 16,1% del pil. Il governo propone il potenziamento e l’evoluzione
nell’utilizzazione delle banche dati che risiedono nell’Anagrafe
tributaria. Il Pdl: "Rivedere il redditometro"

Roma - L’evasione fiscale è "un fenomeno di massa". Secondo le ultime stime disponibili (Istat 2008) relative al 2006 l’economia sommersa ammonta a 230-250 miliardi di euro. Sono i dati forniti dal direttore generale del dipartimento delle Finanze del Tesoro, Fabrizia Lapecorella, nel corso di un’audizione davanti la commissione bicamerale per l’Anagrafe tributaria. "L’evasione - ha detto Lapecorella - è un fenomeno di portata molto ampia, per questo si parla di evasione di massa". I settori nei quali si evade di più, spiega la dirigente del ministero dell’Economia, sono i servizi personali, il commercio, la ristorazione e le costruzioni.

Un fenomeno di massa Secondo altri dati forniti dal direttore generale del dipartimento delle Finanze del Tesoro, la quota dell’economia sommersa sul pil, pari a circa il 16,1% nel 2006, risulta in diminuzione nel periodo tra il 2001 e il 2006. Nelle strategie di contrasto all’evasione fiscale, Lapecorella ha indicato come centrale "il potenziamento e l’evoluzione nell’utilizzazione delle banche dati che risiedono nell’Anagrafe tributaria". Secondo il dirigente del Tesoro, "la qualità dei dati è un profilo fondamentale per facilitare e potenziare la lotta all’evasione fiscale. Occuparsi della qualità dei dati - ha sottolineato - significa rendere il dato unico e fruibile anche se gestito da competenze diverse". La definizione di strategie di contrasto sll’evasione di massa e il costo delle azioni di accertamento, ha aggiunto, "sono anche influenzate dall’instabilità del quadro normativo tributario". L’instabilità del sistema normativo comporta "la necessità di dover impiegare maggiori risorse nell’attività di accertamento e un maggiore grado di conflittualità con i contribuenti, dovuto alla maggiore incertezza nell’interpretazione e nell’applicazione delle norme". Lapecorella ha ricordato che negli ultimi provvedimenti adottati dal governo ci sono state misure dirette a potenziare l’attività di accertamento. In particolare, ha ricordato le novità contenute nella legge 133 del 2008 che prevede un piano straordinario di controlli finalizzato all’accertamento sintetico che mira a raggiungere nel 2011 oltre 35mila contribuenti. Infine, sul fenomeno dell’evasione fiscale, Lapecorella ha sottolineato che "l’Italia nelle classifiche dei controlli internazionali che risalgono al 2004 purtroppo non va bene".

Redditometro da rivedere Per combattere l’evasione fiscale sarebbe opportuno "rivedere lo strumento del redditometro aggiornandolo con dati di qualità". La proposta arriva dal presidente della Commissione parlamentare sull’Anagrafe tributaria, Maurizio Leo (Pdl), che fa presente che "un redditometro rivisto e aggiornato, per esempio con dati che oggi dimostrano meglio il tenore di vita, come possono essere i viaggi all’estero o i club per i figli potrebbe facilitare gli accertamenti automatici, ovvero i cosiddetti accertamenti sintetici, dando un contributo importante alla lotta all’evasione" con un minore impiego del lavoro degli uffici.