Fisco, la Cassazione: "E' lecito mettere online liste di sospetti evasori"

Non è reato pubblicare su internet i nomi
e i relativi conti svizzeri di cittadini italiani sospettati di
evasione fiscale. La Cassazione: "I documenti di origine extraprocessuale non sono coperti da segreto"

Roma - Non è reato pubblicare su internet i nomi e i relativi conti svizzeri di cittadini italiani sospettati di evasione fiscale. Infatti, non esiste il divieto di pubblicazione di documenti di origine extraprocessuale acquisiti a un procedimento, perché non sono coperti da segreto. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che ha annullato la condanna di una giornalista di una agenzia di stampa italiana che aveva pubblicato i nomi di potenziali evasori delle imposte, intestatari di conti in Svizzera.

Le liste dei sospetti evasori Due le conclusioni raggiunte dalla prima sezione penale. "E' sanzionata dall'articolo 684 del codice penale la pubblicazione sia di atti che documenti inerenti un procedimento penale di cui per legge sia vietata la pubblicazione". Non solo. Per i giudici è vietata per legge la pubblicazione, come testualmente recita l'articolo 114 del codice di procedura penale, degli atti coperti da segreto o anche solo del loro contenuto. Dunque, riporta il sito Cassazione.net (leggi qui), nel formalizzare l`assoluzione piena della giornalista perché il fatto non sussiste, la Cassazione ha affermato un nuovo principio secondo cui "i documenti di origine extraprocessuale acquisiti ad un procedimento, non compiuti dal pubblico ministero o dalla polizia giudiziaria, non sono coperti da segreto dall'articolo 329 del codice di procedura penale; per essi non vige dunque il divieto di pubblicazione di cui all’articolo 114 del codice di procedura penale la cui violazione possa costituire il reato di cui all’articolo 684 del codice penale".