Fisco e moratoria anti-moschee Bossi detta le priorità "padane"

Dal federalismo basato su tre Macroregioni al licenziamento degli assenteisti pubblici, sei i punti "irrinunciabili" per la Lega. Il Senatùr: "Mobilitazione generale per il voto. Noi siamo come il coccodrillo, calmi ma pericolosi"

Milano - Intramontabili, sempre più attuali e quindi «irrinunciabili». Sei punti soltanto, che però, a ben guardarli, sanno di «rivoluzione», per dirla con La Padania, non fosse altro che dal vecchio federalismo alle nuove necessità in tema di sicurezza, tanto per citarne due, il programma della Lega Nord ridisegna l’assetto costituzionale e vuole incidere non poco sull’ordinamento legislativo del Paese.

«Mobilitazione generale e permanente per obbligare il nostro Paese ad andare al voto e non creare un governicchio di amici degli amici», ha scandito Umberto Bossi davanti al Parlamento del Nord riunito a Vicenza. Del resto, ha aggiunto, «noi siamo come il coccodrillo, che è l’animale più pericoloso ma anche il più paziente, il più tranquillo sino a che non viene stuzzicato. Noi siamo calmi sino a quando arriva il momento giusto». L’assise presieduta da Roberto Maroni non ha perso tempo, approvando una risoluzione che detta il programma di governo che verrà sottoposto agli alleati della Cdl e fa appello a «tutte le forze politiche sociali ed economiche della Padania per chiedere immediate elezioni anticipate», con tanto di invito ai cittadini a scrivere al Presidente della Repubblica. Al primo posto del programma c’è il capitolo «Federalismo e fisco», con la definizione di tre Macroregioni, la realizzazione di una forma di federalismo fiscale «che garantisca alle regioni della Padania di riscuotere e trattenere almeno il 50 per cento dei contributi erariali pagati dai residenti, e l’abolizione dell’Irap.

Sul tema caldo della sicurezza, il Carroccio torna a chiedere l’istituzione di una Polizia locale con «effettivi poteri di contrasto alla criminalità», l’elezione diretta dei giudici la separazione delle carriere dei magistrati. Quanto all’immigrazione, la Lega all’espulsione immediata dei clandestini e al permesso di soggiorno solo a chi abbia lavoro e mezzi adeguati di sussistenza affianca una «moratoria nella costruzione di nuove moschee».

Ci sono poi le questioni che il partito del Senatùr ritiene imprescindibili per lo sviluppo produttivo, e allora ecco l’urgenza di un «piano straordinario per completare le infrastrutture padane», l’esigenza di «regionalizzare autostrade e strade statali», senza dimenticare Malpensa, che va salvaguardata dalle intenzioni di ridimensionamento franco-romane. E un piano straordinario, per il Carroccio è necessario anche a tutela della famiglia, con il sostegno ai giovani per favorirne l’ingresso nel mondo del lavoro, ma anche con l’aumento delle pensioni minime e la previsione di un’assistenza sociale gratuita per i cittadini non autosufficienti.

Last but not least, la burocrazia. Lo disse il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, che i dipendenti pubblici sono troppi e troppo spesso improduttivi, figurarsi se non lo dice la Lega, che nel programma scrive: «Riduzione dei dipendenti pubblici, retribuzioni legate all’effettiva produttività, risoluzione immediata del rapporto di lavoro per i fannulloni».