Tra Fisco e Sky il Toro cerca i soldi per rimanere in A

Martedì i granata e il Messina si appellano alla Coavisoc

Alessandro Parini

Torino e Messina non ci stanno alla decisione della Coavisoc di estrometterle dalla prossima serie A. Piemontesi e siciliani hanno adesso tempo fino a martedì per presentare ricorso alla Coavisoc: dopo di che, sarà il Consiglio Federale del 15 luglio a ratificare o no la loro partecipazione alla massima serie. Tra le due, è sicuramente il Toro quello messo peggio. In realtà, l’arresto per truffa dell’ex presidente del Venezia Luigi Gallo ha messo quasi di buon umore il patron granata Cimminelli: sarebbe, quella, la conferma che il Toro è stato truffato lui per primo con la fideiussione (fasulla) da 18 milioni di euro. In realtà, il debito che il Toro ha nei confronti dell’Erario è di 34 milioni: per trovare il modo di spalmarlo, sulla base di una fideiussione finalmente valida, i dirigenti granata incontreranno domani gli incaricati dell’Agenzia delle Entrate. Sempre domani, Gallo sarà ascoltato dal gip del capoluogo piemontese Antonio De Marchi. Martedì è poi previsto un incontro con Sky, disponibile ad anticipare i 10/12 milioni annui per i diritti televisivi. Sempre a inizio settimana, Zaccarelli metterà sotto contratto il nuovo allenatore Daniele Arrigoni. Ieri, intanto, oltre mille tifosi granata hanno marciato dallo stadio Filadelfia al Comunale: «No Toro? No Olimpiadi» è stato lo striscione appeso sulle mura dell’impianto.
Dal canto suo, il Messina ha emesso un comunicato nel quale «ritiene incomprensibile il provvedimento emesso dalla Coavisoc». L’organo di controllo della Figc ha dapprima contestato alla società siciliana il debito di 15 milioni di euro con l'erario, debito che ad avviso della Coavisoc sarebbe nei confronti dello Stato mentre la società del presidente Franza sostiene sia da ritenersi verso l'Agenzia delle Entrate della Regione Sicilia. Inoltre la Coavisoc, nell'esaminare la transazione tra la società e l'Agenzia, ha sostenuto trattarsi di un atto generico in quanto non implica le modalità di pagamento: per superare l’esame della Coavisoc, il Messina dovrà presentare un documento che certifichi la rateizzazione del debito. Non dovesse farlo, ne beneficerebbe il Bologna che sarebbe così ripescato. Intanto, su iniziativa del senatore Roberto Manzione, è nato ieri il Comitato Parlamentare di Vigilanza che vorrà «far rispettare i verdetti acquisiti sul campo per garantire a tutti la possibilità di beneficiare della rateizzazione dei debiti erariali, come già accaduto con la Lazio».